Scuola, anche i sindacati accusano il governo «Tagliati posti e fondi»

I rappresentanti degli insegnanti: «Oltre 150mila precari a rischio. In vista un aumento delle tasse»

Francesca Angeli

da Roma

Il governo Prodi ha tradito tutti gli impegni presi nei confronti del mondo della scuola e agli insegnanti è rimasta una sola certezza: guadagneranno di meno. Ai precari invece vogliono togliere pure la speranza del posto di lavoro. Dunque i sindacati hanno fatto i conti e il risultato per le buste paga dei docenti è una cifra con il segno meno davanti. E non solo. Il maxiemendamento alla Finanziaria rischia di trasformarsi in una pietra tombale sulla speranza di assunzione per migliaia di precari perché si prevede l’abrogazione delle graduatorie permanenti dei supplenti a partire dal 2010. Visto che è stato varato un piano di 150.000 assunzioni in tre anni quel provvedimento lascerebbe a spasso più o meno altrettanti precari: un esercito che al momento supera le 300.000 persone iscritte nelle graduatorie.
I sindacati confederali chiedono prima di tutto di non cancellare le graduatorie dei supplenti e di mantenere gli impegni presi dal ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni elencati dal segretario generale della Uil scuola, Massimo Di Menna: l’eliminazione della clausola di salvaguardia, la norma che prevede la riduzione dei soldi destinati alla scuola; l’aumento dei posti per le immissioni in ruolo del personale Ata, visto che a fronte di 90.000 posti coperti da personale precario sono previste soltanto 20.000 assunzioni; il mantenimento delle graduatorie permanenti, con la previsione di una fase transitoria fino al completo assorbimento del precariato; infine gli interventi per i presidi incaricati.
«A fronte di questi impegni la Finanziaria non ha previsto nulla - denuncia Di Menna -, per la prima volta nelle ultime due legislature non si prevede neppure che i risparmi di sistema restino all’istruzione. Qui non si tratta di razionalizzare: hanno definito soltanto i tagli alla spesa in un settore che invece richiede di essere sostenuto». La Uil poi si è presa la briga di fare due conti concludendo che con la rimodulazione delle aliquote Irpef molti lavoratori «non solo non hanno ottenuto la promessa riduzione del cuneo fiscale ma rischiano di pagare complessivamente più tasse».
Anche il leader della Cgil scuola, Enrico Panini, denuncia come il maxiemendamento appena licenziato da Montecitorio non dia «risposte alle richieste dei sindacati neppure quando queste hanno ricevuto la condivisione dei ministri di riferimento e di tutti i partiti dell’Unione». Panini si dice particolarmente preoccupato per «le riduzioni relative alle classi e i vistosi passi indietro sull’obbligo all’istruzione». Pure Francesco Scrima, leader della Cisl scuola, sottolinea la delusione dei lavoratori per il maxiemendamento giudicando «inapplicabile l’aumento dello 0,4 per cento del rapporto alunni-classe».
Sulla questione dei precari interviene anche il leader Cgil, Guglielmo Epifani che chiede di «mantenere le graduatorie degli insegnanti precari anche oltre il 2010».
Dietro pressione dei sindacati il relatore della Finanziaria in Senato, Gianfranco Morgando (Margherita), promette che la questione «sarà approfondita» in Senato.