«La scuola araba? Non è una scuola»

Da Palazzo Marino arriva un consiglio ai milanesi, «la scuola araba di via Ventura aspettiamo a chiamarla scuola». Suggerimento del presidente del consiglio comunale, Manfredi Palmeri, che ci tiene ad un uso corretto dei termini: «Scuola? Aspettiamo a chiamarla così perché ancora il ministero della Pubblica istruzione non la chiama così». Già, osserva Palmeri «la prima domanda che attende una risposta è quale tipo di contenuto formativo viene lì proposto» e non è il Comune a dover dare risposta «poiché non ha potestà di valutare la compatibilità dei programmi e, poi, c’è bisogno di un accordo tra i governi». Sintesi efficace della situazione su cui, tra l’altro, pende il ricordo dei responsabili della struttura, «atto di arroganza» lo definisce Roberto Alboni, capogruppo regionale An: «Se un’autorità come la prefettura di Milano ne ha deciso la chiusura è evidente che c’erano sufficienti motivi per intervenire».