Scuola araba, il provveditore dice sì: lunedì riapre

Augusto Pozzoli

Dopo sei mesi di gestazione Mario Dutto, direttore scolastico regionale, ha firmato l’autorizzazione che consente ai responsabili della scuola araba bilingue “Magib Mahfuz” di riprendere le lezioni in via Ventura. Di conseguenza anche il prefetto ha ritirato la sua ordinanza con cui una ventina di giorni fa intimava la chiusura della scuola dopo due giorni di lezione. Il provvedimento è stato notificato ieri sulla base di un articolo di legge del ’94 che consente l’avvio dell’attività didattica in attesa dell’espletamento di tutte le procedure previste in questi casi. Non bisogna dimenticare, infatti, che il Comune deve ancora rispondere alla domanda di concessione dell’agibilità della struttura ad uso scolastico. Domanda regolarmente presentata il 27 ottobre a cui tuttavia non è stata ancora data risposta.
Ed è quello che i responsabili dell’associazione “Insieme”, i promotori della scuola, avevano chiesto alcuni giorni fa. Dutto è stato chiaro: «Non potevo aspettare che il Comune si prendesse altri 30 giorni per rispondere, perché a fine novembre non avrebbe avuto senso autorizzare una scuola». Nel suo decreto il direttore scolastico premette di aver autorizzato la scuola dopo aver verificato che tutta la documentazione richiesta sui contenuti dell’insegnamento è in ordine. A posto la questione dei docenti coinvolti, regolari i testi adottati per lo svolgimento dei programmi sia secondo la scuola egiziana che quella italiana. Dutto precisa poi che l’autorizzazione vale per un anno scolastico e che l’attività sarà sottoposta a stretta vigilanza. Insomma un atteggiamento di grande cautela che risponde alle critiche e alle perplessità più volte avanzate da Lega e An. In serata, Andrea Ronchi, portavoce di An, ha così commentato la notizia: «Si tratta di un’autorizzazione di cui non conosciamo nei dettagli le motivazioni ma che ci allarma profondamente. Ci chiediamo, sopratutto, che tipo di scuola sarà: una scuola ghetto o una scuola dove veramente ci potrà esser un processo di integrazione? Quante ore di italiano ci sono nel programma? E che tipo di isegnamento reglioso sarà fatto? Non servono ghetti o forzature culturali, ma veri processi di integrazione che aprano al dialogo. La riapertura affrettata e precipitosa della scuola è sintomo di debolezza culturale che può avere pericolose conseguenze».
Scontata, invece, la soddisfazione del responsabili della scuola araba bilingue: «Abbiamo agito nel pieno rispetto delle regole – ha detto ieri Othman Mahmoud, il presidente di “Insieme” –. Così faremo anche in futuro. La nostra è anche una scuola di educazione alla legalità». Un atteggiamento che si vuole adottare fino in fondo: per questo i responsabili della scuola hanno già trasmesso al prefetto Lombardi il provvedimento di Dutto a conferma della regolarità della loro posizione.
Intanto si prepara la ripresa delle lezioni, che comunque non potrà avvenire prima di lunedì della prossima settimana. Poi una dura esperienza di studio, con giornate intense di lezione, dalle 8 alle 14. Prima di lunedì comunque i responsabili della scuola di via Ventura si aspettano un ok ufficiale dal Comune. «E poi - conclude il presidente di “Insieme” - inviteremo il sindaco Letizia Moratti a farci visita. Perchè possa verificare coi suoi occhi che qui facciamo seriamente».