Scuola, caccia alle domande fasulle

Sono 4500 le domande per essere inseriti nella graduatoria del personale non docente di Milano e provincia. In palio almeno 3000 supplenze, ma anche la possibilità, presto o tardi, di un posto fisso. Le domande sono proprio in questi giorni al vaglio di una speciale commissione dell’Usp (Ufficio scolastico provinciale, l’ex provveditorato) cui spetta il compito di verificare se la documentazione presentata è regolare. Un compito non facile per i commissari, impegnati nello smascherare tutti coloro che in questa operazione hanno fatto i furbi dichiarando meriti che in realtà non hanno. L’accesso alla graduatoria è basato su delle autocertificazioni. Dei titoli di studio innanzitutto, e della documentazione sul servizio svolto. Perché hanno diritto a questa chance solo coloro che possono dimostrare di avere alle spalle almeno 24 mesi di servizio.
«Noi siamo del parere che le domande vadano verificate con accuratezza - dice il sindacalista Pippo Frisone -. Se qualcuno ha dichiarato cose false, non ci devono essere dubbi: deve pagare. Oggi più che mai uno stipendio è prezioso e deve essere riconosciuto a chi lo merita». Chi può imbrogliare? «Chi spera di farla franca perché magari ha qualche amico nelle scuole chiamate a verificare la regolarità dei requisiti disposto a chiudere un occhio. Per questo è meglio prevenire. Per questo è fondamentale il lavoro della commissione che sta vagliando le domande». I controlli dovrebbero esaurirsi nei prossimi giorni, ma già si ha sentore che in questa rete sia già caduto qualche pesce. Questi controlli sono del resto più che mai importanti perché la maggioranza degli aspiranti a un posto di non docente sono i collaboratori scolastici, quelli che una volta si chiamavano bidelli. Una figura professionale che ormai ha assunto un’importanza particolare nella gestione di una scuola perché non si limitano a garantire la pulizia della aule, ma svolgono compiti delicati come la cura igienica degli alunni, l’assistenza ai disabili, la vigilanza in particolari momenti della vita scolastica. Insomma sono diventati collaboratori organici dei docenti.
Non a caso da quest’anno per accedere a questo posto non basta più il titolo di studio della licenza media inferiore, ma è necessario possedere almeno una qualifica professionale.