A scuola di cinema col regista Bellocchio

Maria Vittoria Cascino

Le ragioni del fare e del guardare il cinema. Nella Bobbio disegnata di vicoli e votata a San Colombano. Pietra chiara e suggestioni che riportano Marco Bellocchio a casa, a dirigere dal 16 al 30 luglio Farecinema 2006: Festival cinematografico "Incontri con gli autori" e il Masterclass di tecnica cinematografica, promosso da Comune, Provincia di Piacenza, Regione Emilia, FilmAlbatros, Lanterna Magica Bobbio e Fondazione Piacenza e Vigevano.
Ci mettono l'anima a Bobbio per dare una zampata al grande cinema. S'incontrano con Bellocchio, bobbiese da parte di padre che in paese ambienta alcuni dei suoi film più importanti. Il regista de "I pugni in tasca" e "La Cina è vicina" mette su nel '97 il laboratorio Farecinema in parallelo col Festival. Di giorno il corso, otto ore di lezione che sono approfondimenti, scambi, arte rubata, e il gusto di fare squadra gomito a gomito con i maestri del cinema. La sera la proiezioni dei film, la lettura attraverso la tecnica, il passo successivo condiviso in due settimane di Bobbio-set e sala di regia.
Dal '97 venti giovani cineasti provenienti da tutta Italia hanno partecipato ad un'esperienza unica nel suo genere. L'obiettivo è la realizzazione d'un cortometraggio che esplora tutti gli ambiti della creazione. Dall'idea al montaggio, che passa attraverso sceneggiatura, regia, scenografia, recitazione, riprese e sonorizzazione. Due settimane di pane e cinema, dove l'alfabeto te lo insegna quel Bellocchio che nel '66 sbalordì Venezia e la critica tutta per la forza dirompente del suo "I pugni in tasca", profumato di Bunuel, Rocha e Nouvelle Vague.
A Bobbio la ricerca continua. I cortometraggi realizzati negli anni passati sono stati inviati alle rassegne di Torino Filmfestival, al festival internazionale di Locarno, al Kyoto, al Festival di Salonicco. Accanto al maestro fior di professionisti. Gli stessi che nel corso degli anni hanno accolto l'invito di Bellocchio a partecipare alla rassegna "Incontri con gli autori".
Nel 2005 la rassegna si trasforma in Festival e Bellocchio istituisce il premio Gobbo d'Oro, che verrà assegnato al film giudicato migliore tra quelli proposti. Il riferimento è al simbolo di Bobbio, il medievale Ponte Gobbo che s'annuncia lungo e sottile sul fiume. Un'impronta profonda e calda. Poi il nido, dove fare e godere il buon cinema.