Scuola, Cisl e autonomi revocano lo sciopero Epifani è rimasto solo

RomaLo schema è ormai un classico, una certezza quando al governo c’è il centrodestra, la Cgil da una parte, gli altri sindacati dall’altra. La confederazione di Gugliemo Epifani sulle barricate, Cisl, Uil e le altre organizzazioni disposte a trattare. Questa volta a dividere la confederazione di Guglielmo Epifani da quelle di Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti sono state le aperture del ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini sulla riforma dell’Università, accolte con favore più o meno da tutti, fatta eccezione per Corso d’Italia. Ma la frattura è ormai a 360 gradi e investe tutti i settori. La fase più acuta sarà il 12 dicembre, data che ieri è stata scelta per lo sciopero generale che la Cgil farà da sola.
Prima della grande prova di forza di Epifani, ci sarà lo sciopero sull’università e la relativa manifestazione di domani a Roma. Era l’ultima mobilitazione unitaria delle tre confederazioni sindacali, ma anche questa si colorerà quasi solo delle bandiere Cgil. Il ministro Gelmini, che aveva già ammorbidito il provvedimento sulla scuola e sulle università, prevedendo premi agli atenei virtuosi, martedì sera ha dato ulteriori assicurazioni alle organizzazioni dei lavoratori garantendo la stabilizzazione dei precari e risorse per il rinnovo del contratto oltre a 135 milioni di euro in più per gli studenti meritevoli. Disponibilità che Cisl e Uil hanno accolto con favore. La Federazione Cisl-università e la Fir-Cisl (Ricerca) hanno così rotto gli indugi, revocando lo sciopero. Stessa decisione da Ugl università e Snals Confsal, principale sigla autonoma della scuola. La Uil per il momento ha confermato la protesta, in attesa di risposte più puntuali per quanto riguarda i ricercatori. Nodi che potrebbero essere sciolti oggi, anche con l’intervento del ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, che ieri ha chiuso un’altra partita importante, quella del contratto dei ministeriali, siglato in serata. Manco a dirlo da Cisl, Uil, Ugl e Confsal, ma non dalla Cgil.
Una «fase storica» l’ha definita Renata Polverini, leader Ugl. E in questo clima di rapporti tesissimi, è montata anche la polemica su un incontro tra Bonanni, Angeletti e il premier Silvio Berlusconi che si è tenuto martedì sera a Palazzo Grazioli. Epifani ha dedicato l’apertura del direttivo Cgil alla vicenda, sostenendo che si è trattato di un fatto «gravissimo e senza precedenti» che «apre un problema formale» non solo con le altre organizzazioni sindacali. Ma anche, «con Confindustria». Sia Bonanni, sia Angeletti hanno smentito la notizia. Ma «incontri informali» prima delle trattative «ci sono sempre stati e sempre ci saranno», ha osservato il ministro del Welfare Maurizio Sacconi. «Palazzo Grazioli è una casa privata e immagino che incontri privati tra Epifani e precedenti premier ce ne siano stati molti», ha aggiunto Giuliano Cazzola, ex sindacalista Cgil e senatore Pdl.
Epifani ha fatto intendere che l’esclusione della Cgil ha accelerato i tempi dello sciopero generale. Difficile dire se l’agenda della protesta Cgil fosse diversa, ma lo sciopero generale era già stato deciso giorni fa, sulla spinta delle mobilitazioni proclamate dai duri della Fiom e dal pubblico impiego della Cgil. Segno che gli equilibri dentro Corso d’Italia sono cambiati, secondo Angeletti: «È prevalsa la linea antagonista».
La politica non poteva restare immune. In particolare il centrosinistra. Le reazioni vanno dall’«è stato realizzato il piano della P2» dell’esponente Pdci Gianni Pagliarini alle critiche del Pd Beppe Fioroni che accusa la Cgil di massimalismo: «Devono capire che la storia e il mondo sono cambiati». In generale il Pd è impegnato in un pressing per portare la Cisl sulle posizioni della Cgil. In prima linea su questa missione, Franco Marini, esponente Pd ed ex leader del sindacato cattolico.