La scuola dove il maestro unico c’è già. E funziona bene

Antesignani per scelta. Portatori soddisfatti di un modello, quello introdotto dal ministro Mariastella Gelmini, osteggiato dai sindacati e guardato con timore dai genitori. Eccoli, sono quelli che il maestro unico, o per meglio dire «prevalente» ce l'hanno già. E assicurano: funziona e funziona bene.
Scuola elementare Longone: sei classi a tempo pieno, 120 bambini, sei maestri unici o prevalenti, che con le loro 22 ore settimanali a testa insegnano agli alunni sia l'italiano sia la matematica e attorno ai quali si alternano i docenti di religione, di musica e di lingua straniera e gli educatori che invece accompagnano i bambini in mensa. Una decisione presa per necessità (il balletto dei supplenti non assicurava continuità), ma che si è trasformata in un filosofia didattica. «Avere insegnanti di ruolo non sempre è facile - spiega il rettore Oliviero Franco - così abbiamo preferito offrire a tutti i nostri alunni un insegnante stabile che garantisse continuità per tutto il percorso scolastico. Insieme al Consiglio d'istituto abbiamo stabilito poi che a ognuno di loro fossero affidate le materie principali».
È un metodo in vigore ormai da più di cinque anni e che ha dato i suoi risultati «perché assicura stabilità, continuità e unicità di riferimento» dice il rettore. Nella prassi organizzativa per dare pari dignità agli insegnamenti si è ripartito il sapere in tre tronconi: linguistico espressivo, logico matematico scientifico e antropologico che comprende storia geografia e studi sociali.
In questa piccola scuola, proprio di fronte al carcere di San Vittore, dove imparò a leggere e scrivere il Manzoni e in tempi più recenti anche Strehler, la riforma dunque è già applicata e «senza controindicazioni». «La formula del maestro prevalente - continua Oliviero Franco - è buona perché dà sicurezza al bambino. Anche sul piano emotivo gli alunni si fidano e si sentono presi in carico». I genitori sono soddisfatti. Gli iscritti aumentano di anno in anno, tanto che a settembre scorso per la prima volta «non si è riusciti a soddisfare tutti i bambini in lista d'attesa». Anche quest'anno gli open day del Longone hanno registrato il tutto esaurito.
«Offriamo un modello di scuola che per molti versi rassicura anche i genitori», conclude il rettore. Con una riflessione finale: «La verità non viene mai da una sola persona, ma dalla pluralità di più punti di vista, ma le scuole non sono più strutturate con un insegnante per classe e basta. Oggi ci sono i docenti complementari, i laboratori, ecco perché sono convinto che le polemiche sulla riforma andrebbero stemperate eliminando gli equivoci».