Scuola e finanziamenti, nasce il compito in classe con lo spot

Un professore americano ha deciso di risolvere i problemi economici del
proprio istituto, stampando sui fogli usati dagli studenti il nome di
varie ditte. Ora, ogni volta che dà un test scritto, guadagna 350
dollari

Driiiin. «Il problema di matematica che state svolgendo è gentilmente offerto dalla Arcon Structural Engineer Inc». Nella classe del professor Tom Farber la vecchia campanella potrebbe presto essere sostituita da un rivoluzionario trillo pubblicitario. Che, da una parte, indicherà la fine della lezione e, dall’altra, segnalerà lo sponsor dell’ora successiva.
In attesa che nella high school «Rancho Bernardo» di San Diego vengano installati gli altoparlanti, il prof Farber ha deciso di stampare gli spot su fogli, libri e quaderni utilizzati dai suoi studenti. L’idea gli è venuta quando il bidello ha cominciato a dire che, per problemi di bilancio, le classi avrebbero dovuto rinunciare al materiale di cancelleria.
«Non ci sono più soldi per matite, nastro adesivo e gessetti; da oggi questa è roba che dovrete portare da casa. A vostre spese», aveva confermato il responsabile amministrativo dell’istituto. In quell’istante, nella testa di Farber, cominciò a frullare una domanda: perché non farsi aiutare dagli sponsor? «Ok, basta che non mi combini casini...», gli rispose il preside. Fu così che l’insegnante mise a punto un tariffario, dai prezzi popolari: 10 dollari per i fogli dei quiz, 20 dollari per i test e 30 per le prove di fine quadrimestre. A sborsare i grano sarebbe stato lo sponsor di turno che - in cambio di tanta generosità - avrebbe trovato il nome della propria ditta su tutta la carta usata dagli studenti in occasione dei temi.
«Metterò l’annuncio su internet e poi vi farò sapere», disse fiducioso il professore ai ragazzi, congedandosi per il weekend. Il lunedì successivo l’insegnante accese il computer e controllò i messaggi di posta elettronica: un successo! A rispondere all’annuncio erano state decine di aziende che si proponevano come «esclusiviste» per lo speciale pacchetto-Farber. Risultato: per il docente-manager un incasso netto di 350 dollari ogni prova scritta, con tanti saluti alla crisi di budget. Nel giro di pochi giorni la lista degli aspiranti sponsor si è allungata a dismisura e il prof Farber ha dovuto esporre il cartello sold out.
Intanto a San Diego l’esperimento di autofinanziamento della «Rancho Bernardo» è diventato un modello anche per le altre scuole in bolletta, tanto che la stampa locale già parla di «effetto-Rancho Bernardo».
Non tutti, però, sono d’accordo con l’iniziativa: «Gli sponsor devono rimanere fuori dalle aule - tuona il provveditore agli studi di San Diego, Paul Robinson -. La pubblicità è già l’anima del commercio, non può diventare anche l’anima della scuola».