Scuola e pubblico impiego giro di vite per i malati «facili»

La manovra prevede la reperibilità per 11 ore e retribuzione limitata allo stipendio-base. Chi si assenta a lungo più volte dovrà avere il certificato Asl

da Roma

Controlli più severi in caso di malattia o di permessi retribuiti sia per i dipendenti pubblici sia in particolare per tutto il personale della scuola.
Nella manovra messa a punto dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, diventano più rigide le regole per i lavoratori pubblici che si assentano dal lavoro per problemi di salute. L’articolo 71 del decreto legge 112 rivede i principi sui quali si fondano i rapporti tra l’azienda pubblica ed il lavoratore nel periodo di malattia. Prima di tutto la reperibilità del dipendente indisposto non sarà più limitata a 4 ore (fino ad ora era prevista dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19) ma salirà ad 11, ovvero dalle 8 alle 13 e dalle 14 alle 20. In sostanza tutto il giorno.
Previste eccezioni ma soltanto in caso ad esempio di ricovero ospedaliero o day hospital e anche per chi deve sottoporsi a terapie salvavita, come la dialisi. Tutte queste circostanze andranno certificate.
A questa novità poi si aggiunge la possibilità da parte del dirigente responsabile di richiedere il controllo del medico fiscale anche per un solo giorno di assenza. E non solo. La novità dirompente è che in caso di malattia superiore a dieci giorni e comunque sempre, se si entra in malattia per la seconda volta in uno stesso anno solare, non sarà più sufficiente presentare un generico certificato medico, prodotto da un privato o anche dallo stesso medico di famiglia, ma occorrerà invece «la presentazione di una certificazione medica rilasciata da struttura sanitaria pubblica». Insomma sarà necessario rivolgersi alla propria Asl o addirittura ad un ospedale.
Previste pure una serie di decurtazioni. Sempre in caso di malattia anche inferiore a dieci giorni si avrà diritto all’assegnazione del solo stipendio base «con esclusione di ogni indennità o emolumento, comunque denominati, aventi carattere fisso e continuativo, nonché di ogni altro trattamento accessorio». Le sottrazioni però non scatteranno sempre. Faranno eccezione, ad esempio, «le assenze per congedo di maternità, compresa l'interdizione anticipata dal lavoro, e per congedo di paternità, le assenze dovute alla fruizione di permessi per lutto, per citazione a testimoniare e per l’espletamento delle funzioni di giudice popolare». Resta invariata la normativa per «i dipendenti portatori di handicap grave».
L’allungamento della reperibilità in caso di malattia non dispiace anche ai sindacati. «Si tratta di un provvedimento a costo zero e di semplice applicazione - osserva il segretario nazionale della Uil scuola, Massimo Di Menna -. Il fatto di poter ricevere la visita fiscale nell’intero arco della giornata mi sembra un ottimo deterrente per chi magari voleva prendersi un giorno di malattia per fare invece altro».
Più complessa e di difficile applicazione invece la procedura che stabilisce la necessità del certificato medico fornito dalla struttura sanitaria pubblica. «Mi pare che questo meccanismo possa creare pesanti intoppi di carattere burocratico - afferma Di Menna -. Se uno con una semplice influenza deve rivolgersi all’ospedale o al pronto soccorso per avere il certificato medico allora credo potrebbero veramente verificarsi situazioni di ingorgo per la sanità pubblica. Anche se capisco che si voglia affidare a una struttura pubblica tale responsabilità in modo da rendere sanzionabile il medico che dovesse produrre certificazioni in modo improprio».