Scuola, firmato il contratto Aumenti di 130 euro al mese

Soddisfatti i sindacati. Il ministro Moratti: «Ora stipendi più vicini alla media europea»

Emanuela Fontana

da Roma

Il contratto della scuola si è chiuso dopo sedici ore di discussione finale. Una classica maratona notturna con i sindacati, ma con la novità che persino la Cgil ne è uscita con il sorriso. L’intesa riguarda oltre un milione di lavoratori del mondo della scuola, tra insegnanti, 817.330, e personale ausiliario, tecnico e amministrativo (Ata), 244.230. Il nuovo contratto aumenta lo stipendio mensile medio, a seconda dell’anzianità, di 130 euro lordi oltre a 1600 euro di arretrati. Le buste paga aggiornate verranno versate a partire da questo dicembre. Sono state anche decise le progressioni professionali per i collaboratori scolastici (330 euro) e per gli assistenti amministrativi e tecnici (1000). «Un risultato contrattuale molto importante», ammette la Cgil scuola. «Un contratto buono, esprimo piena soddisfazione», dichiara il segretario generale, Guglielmo Epifani. Un’intesa «importantissima - commenta il segretario confederale della Uil, Antonio Focillo - che pone fine a una larga attesa che oltre un milione di lavoratori della scuola hanno dovuto sopportare per quasi due anni». «Una trattativa lunga e difficile, che si è conclusa positivamente», è soddisfatto anche il segretario della Cisl scuola, Francesco Scrima.
Il rinnovo colloca ora l’Italia, ha sottolineato invece il ministro dell’Istruzione Letizia Moratti, sugli standard degli altri Paesi della Ue: «Con questo ulteriore aumento di 130 euro mensili, che si aggiungono ai 147 euro medi mensili per gli insegnanti del biennio economico precedente, gli stipendi del personale della scuola si avvicinano consistentemente alla media europea». Il ministro ha anche ricordato che l’aumento complessivo di 277 euro «è il maggiore ottenuto nell’ambito del pubblico impiego». E che l'accordo premia «la professionalità degli insegnanti e del personale Ata». «Siamo convinti che un giusto riconoscimento economico - ha osservato - sia fondamentale per la motivazione dei docenti, che sono chiamati all’impegnativo e delicato compito di educare i giovani ai valori fondamentali della società civile». Ha espresso «grande soddisfazione» il ministro della Funzione pubblica, Mario Baccini.
Soddisfatti i confederali, ma anche il sindacato Gilda e la Snals-Confsal: «È un risultato apprezzabile - dice il coordinatore nazionale della Gilda, Alessandro Ameli - tanto più perché ottenuto in un contesto socio-economico difficile e ad un tavolo contrattuale». L’unica voce di dissenso è quella della Cub-Scuola, che «boccia su tutta la linea» un «contratto cannibale» e proclama uno sciopero generale per il 21 ottobre.
Epifani è pienamente soddisfatto ma ringrazia solo il sindacato: «È stato premiato l’impegno del sindacato - dice il numero uno della Cgil - che, dopo la firma dell’accordo quadro nello scorso maggio, ha continuato a pretendere dal governo il rispetto degli accordi sottoscritti». Quindi assicura: «Continua il nostro impegno per una scuola di qualità e mi auguro che per il prossimo biennio l’esecutivo non pensi di ridurre le risorse necessarie per gli incrementi automatici».
Firmato l’accordo, è necessario ora rispettare i tempi. Questo l’invito del responsabile della Uil scuola, Massimo Di Menna: «Ora deve essere fatto tutto il dovuto perché le procedure formali siano veloci per far avere aumenti e arretrati nelle tasche del personale entro dicembre». La trattativa è soddisfacente anche perché «siamo riusciti a dare velocità nel negoziato, evitando riti burocratici e lungaggini». Poi avverte: «Sia chiaro, ora niente tagli nella scuola». Un messaggio che da ieri è rivolto non più al ministro Siniscalco ma a Giulio Tremonti.