Scuola, la Gelmini: "Non ritiro il decreto" Tafferugli a Roma

Berlusconi torna sulla polemica: &quot;Gruppi di facinorosi tra gli studenti&quot;. Blitz al festival del film a Roma. <em><a href="http://blog.ilgiornale.it/taliani" target="_blank">Il dibattito sul blog</a></em>. Viaggio nella Statale di Milano okkupata: <strong><a href="/video.pic1?ID=statale_okkupata" target="_blank">guarda il video</a></strong> di <em>Roberto Bonizzi e Francesco M. Del Vigo</em>

Pechino - Berlusconi denuncia la presenza di "facinorosi" nelle manifestazioni di questi giorni riguardo la riforma della scuola, che a giudizio del premier hanno "l'appoggio della sinistra estrema e dei centri sociali e il supporto dei giornali". "Ho letto ancora un po' di titoli di giornali..." allarga le braccia il premier rientrando in albergo a Pechino alla fine di una mattinata di incontri. Sulla scuola, dice che "il discorso è chiuso". Berlusconi insomma fa capire di non aver fatto alcuna retromarcia e sostiene: "Le persone di buon senso sanno dare giudizio su quello che leggono. Io non ho cambiato atteggiamento né giudizio. Ho parlato con il ministro degli Interni e penso che lo Stato deve difendere i diritti dei cittadini, tra cui quello di frequentare le scuole e le università. Se poi ci sono dei facinorosi che vogliono manifestare, manifestino pure. Hanno tutte le strade possibili e immaginabili per farlo - aggiunge il premier - ma non impediscano l'accesso di altri nelle strutture pubbliche". Allora chi manifesta è un facinoroso?, chiedono i giornalisti. "Chi manifesta può essere uno che si oppone perché non è d’accordo - ribatte il premier -, da quello che abbiamo visto tantissime manifestazioni della scuola sono organizzate dall'estrema sinistra e dai centri sociali, come mi ha confermato ieri il ministro Maroni. Si può ben dire in questi casi che in queste manifestazioni ci sono dei facinorosi. Non tutti, piccoli gruppi. E hanno il supporto dei giornali".

La battuta di Veltroni "Inutile commentare le parole del presidente del Consiglio che a proposito delle proteste contro il decreto Gelmini" Walter Veltroni è convinto che come al solito Berlusconi le smentirà. "Ormai faccio fatica a commentare, tanto tra un quarto d'ora lo smentisce - dice il segretario del Pd -. Non ho idea a chi si riferisca ma è inutile commentare, si aspetta la smentita e si risparmia fatica". Immediata la replica di Berlusconi che si rifiuta di rispondere a Veltroni: "Non è il caso. Sono abituato a ricevere insulti e calunnie, ormai ho la pelle dura e metto tutto in unico fascio".

Gelmini e gli studenti "Il ministro Gelmini è intenzionata a proseguire e non ritirerà il decreto 137". Lo ha detto il coordinatore nazionale dell'Unione degli Studenti delle scuole superiori Roberto Iovino, subito dopo l’incontro con il ministro Maria Stella Gelmini, nella sede del ministero dell'Istruzione a Roma. "Abbiamo consegnato una lettera al ministro, ma non abbiamo discusso in merito al decreto - ha spiegato Iovino -. Non siamo disposti a fare in modo che vengano presi questi provvedimenti, se la 137 passerà continuerà la mobilitazione". Il coordinatore dell’Uds ha anche spiegato che "è inutile incontrare gli studenti a pochi giorni dall'approvazione del decreto, dopo che loro per due mesi avevano chiesto il dialogo". All'incontro era presente, oltre al ministro, anche il presidente della commissione Cultura alla Camera Valentina Aprea. Davanti alla sede del ministero si succedono diverse delegazioni di studenti in attesa di essere ricevute, tra queste alcune associazioni universitarie e gruppi studenteschi di destra, come quelli di Azione Universitaria che manifesteranno al ministro l’intenzione "di rivoluzionare il merito e la trasparenza nelle università, altrimenti nonostante li abbiamo votati andremo contro la legge 137".

"Si spende male, non poco" Dopo gli incontri il ministro ha ribadito la neccessità di cambiare, perché per l’istruzione in Italia "non si spende poco, si spende male". La Gelmini elenca nella nota tutti i punti neri della scuola, per cui "E' inaccettabile che: l'università italiana produca meno laureati del Cile, ci siano 94 università, più 320 sedi distaccate nei posti più disparati, ci siano 37 corsi di laurea con un solo studente, 327 facoltà non superino i 15 iscritti, negli ultimi 7 anni siano stati banditi concorsi per 13.232 posti da associato, ma i promossi siano stati 26mila e nel 99,3% dei casi sono stati promossi senza che ci fossero i posti disponibili facendo aumentare i costi di 300 milioni di euro, ci siano 5 università importanti con buchi di bilancio enormi (e sono i luoghi dove si protesta maggiormente) che avrebbero portato, se fossero state aziende, al licenziamento in tronco di chi le ha gestite per tanti anni".

Blitz al festival del film di Roma Al grido "Non abbiamo paura di voi" un folto gruppo di ragazzi ha iniziato a manifestare di fronte all’ingresso dell’Auditorium Parco della Musica. Di fronte, schierate in tenuta anti sommossa, le forze dell’ordine. "Vergogna, vergogna" gridano i manifestanti e ancora "mafiosi". Intanto i cancelli dell’Auditorium dove erano in corso le iniziative legate al Festival Internazionale del Film di Roma sono stati bloccati e le persone fatte allontanare. Secondo quanto si apprende dalla questura di Roma, "non si sono registrate cariche". Secondo uno dei ragazzi presente al corteo, invece, gli studenti sono stati "presi a manganellate". "Stavamo cercando di entrare all’Auditorium e la polizia ci ha fermato con i manganelli - ha raccontato - Noi eravamo con le mani alzate. È stata una carica senza motivo. Siamo arrivati in gruppo, tutti insieme abbiamo alzato le mani, volevamo entrare per accedere alla cultura del festival visto che a noi ce l’hanno tagliata".