Scuola, le iscrizioni entro il 25 gennaio

Va avanti la riforma Moratti: le domande da quest’anno devono essere accolte obbligatoriamente. Tre opzioni per le famiglie

Augusto Pozzoli

Tempo di iscrizioni per il prossimo anno scolastico: le domande dovranno essere presentate entro il prossimo 25 gennaio. Lo stabilisce la circolare 93 a firma del direttore generale del Miur Pasquale Capo appena diffusa alle direzioni scolastiche regionali. Un’operazione delicata per le famiglie interessate, perché la scelta giusta della scuola può condizionare il successo formativo dei figli. La scadenza delle iscrizioni riguarda di fatto i futuri alunni della prima classe della scuola primaria (le ex elementari), e il corso di studi del dopo obbligo scolastico, la prima superiore o un corso di formazione professionale. Per l’accesso alla prima classe della scuola secondaria di primo grado (le ex medie) sono escluse dall’adempimento gli alunni degli istituto comprensivi (vale a dire le scuole che prevedono classi dalla materna alle medie). Per quanto riguarda la scuola primaria, il Comune ha già fatto recapitare alle famiglie che hanno figli che compiono i sei anni entro il corrente anno i moduli di iscrizione che prevedono tre ipotesi: l’iscrizione a una scuola statale, l’iscrizione a una scuola paritaria, oppure la cosiddetta istruzione parentale. In quest’ultimo caso la scelta va comunque segnalata alla scuola statale più vicina al luogo di residenza. C’è poi la possibilità di iscrivere i figli alla scuola primaria anche in anticipo: basta che compiano i sei anni entro il 30 aprile del 2007. Sono i cosiddetti “anticipino” ammessi fino allo scorso anno solo a condizione che ci sia posto nelle scuole.
Quest’anno le domande devono essere accolte obbligatoriamente. Ma, soprattutto per Milano e provincia, le nuove iscrizioni alla prima classe della scuola primaria devono fare i conti con la domanda di tempo pieno, domanda che ormai ha raggiunto il 90 per cento delle iscrizioni. Che cosa succederà il prossimo anno? Nei moduli di iscrizioni sono previste, almeno in teoria, tre opzioni: 27 ore settimanali, oppure 30 ore di cui tre “opzionali e facoltative”, 40 ore se si comprende anche il servizio mensa. Quest’ultima ipotesi sta al posto di quel che finora si chiamava tempo pieno, vale a dire un servizio non solo con lezioni mattino e pomeriggio fino alle 16 e 30, mensa compresa, ma anche con due insegnanti per classe.
Una condizione quest’ultima che sembra diventata ormai un ricorso del passato. Già lo scorso anno, infatti, per assicurare una risposta a tutte le domande di 40 ore settimanali, centinaia di classi prime hanno dovuto rinunciare alle cosiddette compresenze, vale a dire i due insegnanti di classe contemporaneamente in classe per 4 ore settimanali. In realtà solo le 27 ore settimanali devono essere obbligatoriamente accolte: il resto dipende dalle risorse di organico disponibile. Per questo già dallo scorso anno il direttore scolastico Mario Dutto era stato costretto ad assegnare alle scuole per la formazione delle nuove prime classi organici che assicuravano le 40 ore settimanali richieste, ma non le compresenze. Inevitabile che questa linea di tendenza debba essere confermata anche per il prossimo anno.