Scuola islamica, via libera sotto stretta sorveglianza

Il provveditorato: «L’istituto di via Ventura ha i documenti in regola». Partono le lezioni

Augusto Pozzoli

da Milano

Sei mesi di trattativa, ma in extremis l’autorizzazione ad aprire la scuola araba bilingue «Nagib Mahfuz» di via Ventura è arrivata. Una decisione sofferta e contrastata. Un’autorizzazione con riserva, perché l’iter delle procedure previste non è ancora concluso: manca ancora infatti la dichiarazione di agibilità ad uso scolastico della struttura che il Comune deve ancora rilasciare. La domanda è già stata avanzata, la risposta deve arrivare entro 30 giorni. Così Mario Dutto, il direttore scolastico regionale della Lombardia, ha ritenuto opportuno sbloccare la situazione: «Non potevo aspettare fino alla fine di novembre per autorizzare la scuola – ha detto –. Ci sono un centinaio di bambini che non seguono le lezioni».
L’autorizzazione è dunque con riserva, ma pienamente prevista da un articolo di legge del 1994 in cui si prevede esplicitamente la possibilità di aprire una scuola in attesa del vaglio della documentazione richiesta. Nel provvedimento il direttore Dutto dà atto ai responsabili dell’associazione Insieme che ha promosso la scuola che la documentazione di sua competenza è in regola: in regola la posizione dei docenti sia egiziani che italiani, in regola i programmi che verranno svolti sia secondo la scuola egiziana che quella italiana, in regola i libri di testo.
Bisognerà aspettare fino a lunedì prossimo perché possano tornare sui banchi di scuola i bambini (un centinaio finora quelli che hanno pagato la quota di iscrizione, in parte per le elementari, in parte per le medie). Il ritardo con cui di fatto si avvia per loro l’anno scolastico non preoccupa i responsabili della scuola: «Abbiamo delle giornate di lezione intense, dalle 8 alle 14, dal lunedì al venerdì – spiega Lidia Acerboni, la direttrice –. E poi vedremo di recuperare quando gli alunni delle altre scuole sono in vacanza». Il che significa niente sosta né per Natale né per Pasqua.
Una scuola di grande impegno, e non solo per la necessità di recuperare il tempo perduto. Gli alunni, infatti, si preparano a svolgere contemporaneamente sia i programmi previsti dalla scuola egiziana che da quella italiana, con materie in parte specifiche, altre in comune, come matematica, inglese, scienze, attività motorie. Perché alla fine dovranno dimostrare di essere preparati in ben due esami di idoneità: quello egiziano e quello italiano. Prove che dovranno indispensabilmente superare per essere ammessi alla classe successiva. L’eco delle polemiche non è comunque svanito. Nel suo decreto (che vale peraltro solo per il corrente anno scolastico) Mario Dutto è stato comunque perentorio: l’attività della scuola sarà tenuta sotto stretta vigilanza.