La «Scuola di Kyoto» dà lezioni di filosofia anche a Milano

Il cielo del Giappone, nel ’45, è costantemente attraversato dalle rotte dei bombardieri americani: lunghe scie bianche si disegnano nell’aria, alte fiamme si alzano imperiose dagli edifici sventrati e il rumore assordante delle esplosioni avvolge e stravolge i ritmi tranquilli della placida e ordinata società nipponica. In un Giappone ormai sconfitto e sull’orlo della rovina, lo spirito della storia, come direbbe Hegel, continua tuttavia a tessere le sue trame imperscrutabili, quelle raccontate dalle opere dei grandi pensatori dell’umanità. Uno di questi è indubbiamente Nishida Kitaro (1870-1945), riconosciuto come il più importante filosofo giapponese del Novecento e fondatore della cosiddetta «scuola di Kyoto», che proprio in quell'anno, sfuggendo nella città di Kamakura dall'inferno delle bombe, dà alle stampe quella che rimarrà la sua ultima opera, La logica del luogo e la visione religiosa del mondo. L'originalità di una riflessione che rinuncia a fare dell'azione il fondamento della realtà e che trova nel concetto di «luogo» il principio di una nuova visione religiosa del mondo e della storia, rappresenta in Kitaro il segno di una sintesi sapiente fra alcune delle più importanti istanze del pensiero occidentale, da Platone a Einstein, da Leibniz a Husserl, e i presupposti della filosofia buddistica. In particolare nell’opera del ’45, come afferma Tiziano Tosolini, ricercatore presso l’Università di Nagoya e curatore dell’edizione italiana, l'autore «si concentra sul sentimento religioso, analizzandolo attraverso una logica imperniata sul suo concetto di Nulla» quale principio che regola il paradosso dell'incontro fra l'uomo e Dio.
Il pensiero di Kitaro continua ancora oggi a stupire il lettore moderno per la sua grande attualità e a rappresentare un luogo privilegiato di incontro fra Oriente e Occidente. Una conferenza organizzata dalla Cappellania cattolica giapponese di Milano (via Pattari, 6) mercoledì 23 gennaio alle 18.30 dal titolo «Il nulla dei filosofi di Kyoto», con la presenza dello stesso Tosolini e di docenti delle Università Statale e Cattolica di Milano, intende proprio ripercorrere le ragioni di questo dialogo che il tempo non ha interrotto. Tel. 02.80682267.