Scuola a lezione di ginnastica Moratti promette 3.500 palestre

Stanziati 10 milioni di euro per la promozione dell’educazione motoria. Progetto pilota in Campania e Calabria per il recupero degli alunni delle aree depresse

Francesca Angeli

da Roma

Mens sana in corpore sano, dicevano i latini. Ma nel nostro paese quattro scuole su dieci non hanno uno spazio adeguato per lo sport: niente palestre né interne né esterne. Una carenza grave che ha indotto il ministro dell’Istruzione, Letizia Moratti, in accordo con il ministro dei Beni Culturali (prima Giuliano Urbani ed ora Rocco Buttiglione) ed il presidente del Coni, Giovanni Petrucci, a promuovere un piano di interventi per la costruzione di 3.500 palestre in cinque anni.
«Si tratta di un piano d’azione di sistema a livello nazionale - spiega la Moratti -. In particolare costruiremo palestre e piscine in aree di alta densità scolastica o carenti di strutture, incrementando del 20 per cento le strutture sportive».
Il piano non si occupa soltanto della creazione di spazi adatti ma anche della promozione di un concetto «sano» dello sport. Tanto più necessario in una società che spesso vede campioni coinvolti in clamorosi scandali per abuso di sostanze illegali e giovani pronti ad ingoiare ormoni e potenziatori pur di raggiungere una forma perfetta.
Il piano infatti parla di «promozione di attività educative nelle scuole volte a prevenire comportamenti violenti nella pratica sportiva e a promuovere una cultura di rifiuto del doping nello sport».
Dove sono state reperite le risorse necessarie? I finanziamenti avverranno attraverso il Credito sportivo e i mutui avranno una durata di 15 anni, prevedendo un contributo a fondo perduto e una parte a tasso zero. Il costo medio orientativo di ogni struttura è calcolato in circa 400.000 euro.
Il piano prevede anche uno stanziamento di dieci milioni di euro destinati a potenziare l’educazione motoria, fisica e sportiva nella scuola primaria. Si parte con la formazione dei docenti visto che l’educazione motoria non viene affidata a docenti di educazione fisica e si prosegue con il rafforzamento di specifici percorsi di educazione motoria in un’ottica «globale» che comprende i corretti stili di vita e vede lo sport come occasione di confronto e di crescita.
Un progetto specifico è dedicato alle aree a rischio di Napoli e Caserta e coinvolge 1.500 bambini di 12 scuole diverse. L’intento è quello di coinvolgere i bimbi della primaria a rischio di devianza in attività di gioco e di educazione sportiva da realizzarsi anche oltre l’orario scolastico nei centri estivi e nei campus residenziali. «Lo sport come risposta alle problematiche sociali», spiega la Moratti.
L’impegno per l’educazione fisica nelle scuole sarà garantito anche dalla riforma. La Moratti ricorda che il decreto sul secondo ciclo sarà all’esame del consiglio dei ministri domani. Il provvedimento prevede due ore settimanali obbligatorie di scienze motorie e sportive alle quali potranno essere aggiunte altre ore facoltative anche di sport specifici su richiesta delle famiglie e degli studenti. Le ore potranno essere ricavate dal monte ore obbligatorio che spetta alla scelta delle famiglie. Agli studenti che svolgono anche al di fuori del contesto scolastico attività sportive potranno essere attribuiti crediti formativi che avranno valore ai fini della valutazione di fine anno.

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