Scuola Il liceo classico informatizzato

Al liceo classico Leone XIII la versione di greco diventa un po’ più divertente. Così come la lezione di matematica e quella di letteratura. Dal prossimo anno scolastico gli appunti di tutta la classe saranno condivisi sui tablet, senza che esistano più un quaderno per ogni singola materia. I Gesuiti inventano il liceo 3.0. Ma non mandano in pensione il buon vecchio Rocci, il mastodontico vocabolario di greco che ha accompagnato la carriera scolastica di generazioni intere. «Non potremmo mai, tra l’altro Rocci ha studiato proprio dai gesuiti» spiegano in direzione. A ogni studente verrà dato un tablet che potrà tenere nello zaino fino alla maturità. «Così abbattiamo idealmente le pareti della classe come l’abbiamo sinora conosciuta - spiega padre Vitangelo Carlo Maria Denora, gestore dell’istituto - e i ragazzi potranno partecipare alla costruzione di un eBook e di una biblioteca virtuale di classe, che integrerà quella cartacea». In sostanza il tradizionale libro di testo è destinato ad andare in pensione e in futuro potrebbe venir sostituito da programmi web con relativi aggiornamenti e integrazioni. La sperimentazione comincia dal ginnasio, ma poi verrà estesa anche, per piccoli passi, al liceo scientifico. E porterà non pochi vantaggi. Ad esempio: se un alunno resta a casa malato per giorni, allora potrà seguire le lezioni via tablet senza perdersi le lezioni. E poi ci si abitua a ragionare in un’ottica più moderna, più ampia. «Anche la logica dell’aula e della distribuzione dei banchi cambia» spiega il rettore Gabriella Tona. Non ci saranno più le file, due a due, ma gli alunni saranno seduti in cerchio. L’insegnante non sarà più dietro una cattedra e sopra una predella ma sarà in mezzo ai ragazzi, in una nuova ottica di lezione. Portare la logica della tecnologia nelle lezioni delle materie più tradizionali per eccellenza fa un certo effetto, ma aiuterà i liceali a condividere maggiormente la conoscenza e a rendere più stimolanti mitologia e traduzioni. La sperimentazione è già stata provata nel liceo Lussana di Bergamo, che lo scorso anno ha avviato il primo esperimento di didattica con mezzi digitali allo scientifico. «Aprire le aule ai mezzi tecnologici - spiegano alla scuola Leone XIII - non significa affatto rendere superficiale, sommaria o schematica la conoscenza: i valori pluricentenari propri della Compagnia di Gesù e dei suoi istituti si declineranno attraverso gli strumenti più innovativi, consentendo un nuovo modo di insegnare e di condividere». Le nuove tecnologie permetteranno anche di costruire un network con tutti gli istituti gestiti dai Gesuiti nel mondo: «Facciamo respirare un po’ di spirito nuovo e internazionale ai ragazzi». Agli scettici e agli aspiranti hacker che già pensano al modo di copiare i compiti in classe con appena due clic, i prof rispondono: «Copiare non sarà affatto più semplice. E pian piano non ce ne sarà nemmeno bisogno».