Scuola, mense a peso d’oro «Ma 7mila non pagheranno»

CONFRONTO A Roma, Torino, Bologna e Palermo il servizio costa più che a Milano

Stangata sui pasti dei bambini. Ovvero le rette della refezione che lievitano come il pane. Da un anno all’altro le famiglie della fascia più alta (reddito da 78.400 euro in su corrispondente alla fascia Isee da 27mila euro in su) sborseranno alla Milano Ristorazione 208 euro in più. Il ritocco sfiora un aumento del 44 per cento. Non solo rincari, però. Anche gli sconti. Per la prima volta rivolti alle famiglie numerose, indipendentemente dal loro reddito. Così, a parità di fascia più alta, la spesa della refezione sarà dimezzata per il secondo figlio, idem per il terzo e così via. Non solo: aumenta alla grande lo scaglione della gratuità. Le famiglie che non pagavano la refezione l’anno scorso erano 800, quest’anno arrivano a 7mila. E per 35.400 genitori le tariffe restano invariate. Vista così la nuova politica del Comune assomiglia alla filosofia di Robin Hood, «togliamo ai ricchi per dare ai poveri».
Di fatto, come ogni suggerimento (e cambiamento) è destinato a sollevare un polverone. A cominciare dalle mamme di Retescuole che hanno addirittura lanciato una raccolta firme (fuori dagli istituti e sul web) per chiedere al Comune di bloccare gli aumenti. Adriana ha sospeso il rid in banca per la Milano Ristorazione: «Vorrei conoscere i motivi di un rincaro così rilevante che penalizza chi ha un figlio solo e se sarà possibile per un bambino portare il pasto da casa, come succede quando la Milano Ristorazione fa sciopero». Un’altra mamma ha calcolato che le nuova proposta è vantaggiosa per chi ha almeno tre figli (risparmio del 4%), chi di figli ne ha quattro risparmierà il 10 per cento. «Erano sei anni che non ritoccavamo le cifre - spiega l’assessore all’Educazione Mariolina Moioli -. In questo periodo i costi in genere sono cresciuti del 10,2% (indice Istat), il costo del lavoro è cresciuto del 13,25%. Gli aumenti della mensa invece sono più contenuti, chi rientra nella fascia più alta spende 68 euro al mese, se consideriamo che alla materna non chiediamo retta e che questa è l’unica spesa per una famiglia dico che se fossi una mamma mi vergognerei a lamentarmi». In più, ha sottolineato Moioli «abbiamo allargato la fascia che ha diritto alla gratuità e introdotto uno sconto del 50 per cento sugli altri figli. L’aumento totale delle quote per la mensa, che peraltro copre solo il 50 per cento del costo del servizio, sarà pari al 3 per cento, molto inferiore all’aumento reale dei costi». Il presidente della Milano Ristorazione, Michele Carrubba ha invece ricordato che rispetto alle altre città medio-grandi Milano è ancora la più conveniente. «A Roma le famiglie che hanno il reddito più altro pagano 905 euro all’anno, a Torino 810, a Bologna 800 e a Palermo 694».
David Gentili, il consigliere Pd impegnato sul fronte dei servizi educativi, ricorda: «A dicembre l’assessore propose aumenti ancora più corposi (900 euro invece di 680 e 750 invece di 605) noi dell’opposizione e parte della maggioranza li contestammo, non ci sembrava il periodo giusto. Ne avrebbe sofferto il ceto medio già provato dalla crisi. Non è una manovra alla Robin Hood, di fatto è stata pensata solo per risparmiare».