Scuola, il piano Gelmini: "I debiti vanno recuperati entro il 31 agosto"

Il ministro dell’Istruzione: "Presto una nuova riforma". Oggi il consiglio di Stato decide sui corsi di recupero voluti da Fioroni. E per l’anno prossimo si va verso il ritorno dell’esame di riparazione

Roma - Conto alla rovescia con batticuore per tutti gli studenti che hanno debiti da saldare a una manciata di ore dalla fine delle lezioni. Il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini, non concede molto agli alunni «morosi». Appena uno spiraglio di luce promettendo di «correggere alcune rigidità» previste dal provvedimento sui corsi di recupero ed i debiti dell’ex titolare dell’Istruzione, Giuseppe Fioroni.

Nessuna possibilità però di dilazionare i termini del recupero. I debiti andranno saldati «entro il 31 agosto 2008», ammonisce la Gelmini, aggiungendo che «le iniziative di recupero e le loro valutazioni dovranno comunque concludersi entro la data di inizio delle lezioni». Viste le difficoltà di molti istituti scolastici il ministro sta pure valutando «la possibilità di ulteriori finanziamenti per le scuole al fine di far fronte all’organizzazione del recupero dei debiti».
È quella di oggi comunque la giornata decisiva per sciogliere molti nodi. Il ministro infatti sta aspettando di vedere che cosa deciderà il Consiglio di Stato, che proprio in queste ore deve pronunciarsi sul ricorso dei Cobas contro l’ordinanza di Fioroni sui debiti. Il Consiglio può decidere di accogliere il ricorso ed annullare l’ordinanza oppure di respingerlo, lasciando le cose come sono. Ovviamente l’intervento del ministro non può prescindere dalla posizione del Consiglio di Stato dunque la Gelmini non ha preso iniziative in attesa di tale decisione.

Intanto però ha già ufficializzato la linea del governo. Prima durante un’intervista rilasciata a Maurizio Belpietro su Canale 5, poi parlando direttamente ai ragazzi durante un incontro col Forum delle Associazioni studentesche, tenuto ieri a viale Trastevere. Ai giovani la Gelmini ha promesso «rapidi interventi correttivi» sul provvedimento Fioroni pur precisando di «condividere i criteri alla base del testo». Criteri di rigoroso recupero del debito, che hanno provocato la delusione dei ragazzi. L’Unione degli studenti (Uds) aveva avviato una petizione con raccolta di firme per chiedere una sorta di sanatoria con azzeramento dei debiti. «Ma le nostre richieste - lamentano i ragazzi - non sono state accolte». Alla grande massa dei debitori dunque non resta che sperare in un annullamento da parte del Consiglio di Stato.

Per l’immediato la Gelmini spiega che si sta «pensando ad una circolare che vada a correggere alcune rigidità previste dal ministro Fioroni, mantenendo però il concetto della necessità di colmare i debiti entro l’inizio del nuovo anno scolastico». Ci sarà il tempo poi per rivedere tutta la materia in modo che dal prossimo anno si possa partire con le idee chiare. «Dobbiamo riaffermare la necessità del recupero dei debiti e su questo fronte non sarei contraria al ritorno degli esami di riparazione - prosegue il ministro -. Dobbiamo intervenire sulla normativa, puntando sull’autonomia delle scuole e favorendo un’organizzazione territoriale del recupero». La Gelmini intende percorrere questa strada insieme a tutte le componenti del comparto scuola. «Prima faremo le opportune valutazioni nelle commissioni di Camera e Senato e poi avvieremo un confronto con i protagonisti della scuola: insegnanti, famiglie e studenti».

Un’apertura al dialogo apprezzata da tutto il mondo della scuola e anche dal ministro ombra dell’Istruzione del Partito Democratico, Maria Pia Garavaglia.

Intanto anche in Commissione Cultura si lavora alla riforma della scuola. Il presidente della Commissione, Valentina Aprea, ex sottosegretario all’Istruzione, ha già depositato una proposta di legge che, una volta approvata, costituirebbe una vera rivoluzione per il nostro sistema di istruzione.

Le scuole verrebbero gestite da consigli d’amministrazione, in carica per tre anni, composti da rappresentanti di docenti, studenti e famiglie e anche da esperti esterni. Completamente riformata la carriera docente articolata in tre livelli: iniziale, ordinario ed esperto, ai quali corrisponderebbe un distinto riconoscimento giuridico ed economico.