Scuola, pronta la cattedra per oltre duemila prof

Dal 29 agosto «operazione supplenti» al via: per i sindacati ne serviranno almeno 2.500

Augusto Pozzoli

Più di 2.000 posti fissi assegnati nelle scuole di Milano e provincia. Così il precariato, piaga storica delle nostre scuole, soprattutto quelle di periferia, costrette a un valzer di cattedre ogni anno, si è quasi dimezzato. Il fenomeno comunque resta e a partire dal prossimo 29 agosto si tornerà a convocare secondo le graduatorie permanenti altri precari a cui assegnare un contratto a tempo determinato. Per un anno.
L’assegnazione dei posti di ruolo non è stata comunque un’impresa facile, e questo soprattutto per le cattedre da coprire alla scuola primaria (le ex elementari), il settore dove erano disponibili la maggior parte della cattedre vuote. «Devo dire – spiega Rita Frigerio, segretaria della Cisl scuola – che impiegati e funzionari hanno fatto di tutto per assegnare tutti gli incarichi. Il guaio è che si sono registrate troppe assenze alle convocazioni di chi secondo la graduatoria aveva diritto a un posto, gente che probabilmente aveva già trovato una sua sistemazione, per cui è stato necessario effettuare altre convocazioni. L’ultimo giorno utile per effettuare le operazioni si è lavorato soprattutto al telefono, chiamando direttamente gli interessati. Molti hanno ricevuto la nomina rispondendo alla convocazione telefonica in spiaggia. Comunque un centinaio di posti sono ancora da coprire, e ciò dovrebbe avvenire a settembre». Come si è detto, sarà necessario aspettare la fine di agosto per avviare l’operazione di assegnazione delle supplenze annuali per assicurare gli insegnanti alle classi entro il 12 settembre, giorno fissato per Milano e la Lombardia per la ripresa delle lezioni. Quanti i posti di supplenza da assegnare?
Secondo i sindacati sono almeno 2.500, ma il dato certo dipenderà dal numero effettivo degli alunni iscritti nelle nostre scuole, un dato che, soprattutto alle superiori, va ancora definito. Non va dimenticato, infatti, che ogni anno a settembre ci sono alcune migliaia di studenti in meno rispetto alle previsioni fatte al momento delle iscrizioni di febbraio. Una situazione paradossale che ha origine dal fatto che la scuola milanese manca ancora di un sistema anagrafico che consenta di tenere sotto controllo la posizione di ogni ragazzo che ha il diritto dovere di arrivare a raggiungere un diploma. In queste condizioni non c’è da meravigliarsi che quando riprenderanno le lezioni nessuno sarà in grado di avere un quadro documentato sugli evasori dal diritto dovere formativo.
Nonostante questo stato di incertezza quest’anno per la prima volta le classi potrebbero avere a disposizione la stragrande maggioranza degli insegnanti, evitando il fenomeno legato alla piaga del precariato, ossia di vedersi cambiare i docenti fino a dopo Natale.