Scuola: proteste contro la riforma Tafferugli studenti-polizia a Milano

Tensione con la polizia alla stazione Cadorna di Milano: sei i feriti tra gli studenti che volevano occupare i binari. Oltre 40mila persone in marcia a Firenze contro i tagli alla ricerca. Irruzione nel rettorato dell'Università di Bologna

Roma - Università in fermento per protestare contro i tagli alla scuola: cortei, assemblee e iniziative in tutta Italia. Alcune migliaia di persone stanno sfilando per il centro di Firenze. A Bologna centinaia di studenti universitari, dopo aver sfilato in corteo, hanno fatto irruzione nel Rettorato. A Milano tensione in stazione Cadorna tra studenti e forze dell’ordine: i ragazzi contestano a polizia e carabinieri di aver infierito su un ragazzo già caduto a terra. Sarebbe di tre feriti e tre contusi il bilancio degli scontri tra forze dell’ordine e studenti universitari. Due dei sei ragazzi sono stati medicati per ferite al naso e a un occhio, mentre gli altri quattro, tra i quali un giovane che, secondo i sanitari avrebbe avuto bisogno di due punti di sutura in testa, se ne sono andati senza farsi medicare.Prosegue il sit in intorno alla piazza.

Tensioni con le forze dell'ordine a Milano Dopo gli stati generali tenuti in mattinata alla Statale, 3mila universari milanesi ha marciato sul Duomo per raggiungere la Stazione di Cadorna e occuparla. Le forze dell’ordine hanno deciso di bloccare davanti alla cattedrale milanese, con un cordone di agenti in tenuta antisommossa, il corteo non autorizzato. Inutile la prova di forza tra studenti e forze dell’ordine: il corteo è arrivato alla stazione delle Ferrovie Nord. All'ingresso della stazione gli studenti hanno tentato di forzare il blocco delle forze dell’ordine. Ci sono stati scontri quando i manifestanti hanno incominciato a spingere gli agenti, che hanno reagito a colpi di manganello. Nello scontro diverse persone sono cadute a terra ed è stato esploso un fumogeno. I ragazzi contestano a polizia e carabinieri di aver infierito su un ragazzo già caduto a terra. Lo documenterebbe un video girato da uno degli studenti in cui si vede un carabiniere che prima colpisce il ragazzo con una manganellata e poi infierisce con un calcio.

Corteo spontaneo a Genova Corteo spontaneo di un centinaio di studenti del liceo psico-socio-pedagogico Sandro Pertini e del liceo linguistico Grazia Deledda stamani a Genova, da piazza De Ferrari all’ufficio scolastico regionale, per protestare contro la riforma della scuola. La manifestazione ha provocato disagi alla circolazione stradale. Il corteo è stato caratterizzato da striscioni con le scritte: "Libertà di espressione" e "senza questi fondi affondiamo" e da slogan come "non vogliamo questa riforma".

L'irruzione nel rettorato di Bologna Doveva essere un "assedio gioioso" del rettorato per chiedere al rettore dell’Alma Mater, Pier Ugo Calzolari, di prendere posizione contro la riforma del ministro Gelmini. Vista l’adesione inattesa di oltre quattromila studenti, la protesta ha generato un corteo spontaneo che ha paralizzato mezza Bologna, e fatto ritardare di pochi minuti la partenza di un paio di treni fermi in stazione. "Questo è soltanto un pezzo della protesta che stiamo portando avanti da oltre due settimane e mezzo - spiega Andrea, del collettivo studentesco Aut-Of di Bologna - Abbiamo occupato Lettere, facciamo autoformazione in due aule di Scienze politica, in una di Giurisprudenza e in una di Formazione. Poi stasera alle 17 avremo un’assemblea a Lettere per decidere che forme adottare nei prossimi giorni". Un segnale del fatto che gli studenti proprio non vogliono mollare oggi è già arrivato: irruzione con fischietti e tamburi nella sede del Rettorato di via Zamboni, poi il corteo fino alle Fs e l’occupazione di due binari del traffico passeggeri per circa un quarto d’ora, dalle 11.40 alle 11.57. Tre i treni hanno accusato ritardi tra i 5 e i 10 minuti. "Noi stiamo proponendo momenti comuni, con molti lavoratori di autoformazione e di inchiesta - continua Andrea - anche con l’aiuto di ricercatori. Stiamo facendo una campagna per far schierare anche le istituzioni accademiche contro questa riforma Gelmini. Al momento Calzolari, d’accordo con il senato e il cda, non si è espresso contro, ha soltanto fatto presente che i tagli non possono riguardare tutte le università, che comunque ci devono essere delle eccezioni... No, così non ci va bene". Per questo è partito l’assedio oggi al rettorato e la protesta di quattromila persone. "Lo slogan - spiega il rappresentante degli studenti - è stato uno solo, durante il corteo - 'Noi la crisi non la paghiamo'. Siamo in tanti e siamo convinti che se continuiamo la protesta questa battaglia la vinceremo". Stasera si conosceranno le prossime manifestazioni e i prossimi blitz: "Durante l’assemblea decideremo - insiste - lanceremo altri eventi, ci sarà ancora tanta didattica alternativa ma anche manifestazioni di piazza, visto anche il successo e l’adesione di oggi".

A Firenze 40mila in manifestazione Circa 40mila persone hanno manifestato in centro a Firenze contro i tagli alla scuola e all’Università. Il corteo, partito da piazza San Marco, ha attraversato il centro per concludersi in piazza Santissima Annunziata. La manifestazione è organizzata dai sindacati toscani di Flc Cgil, Cisl Università, Fir Cisl, Uil Pa ur, insieme alla rappresentanze degli studenti universitari, e raccoglie studenti, precari, lavoratori dell’Università, enti di ricerca e Afam, e studenti delle superiori. Alla testa del corteo un camioncino con gli altoparlanti, poi sindacalisti, universitari e studenti medi. Tante le bandiere delle sigle dei rappresentanti dei lavoratori e anche qualcuna di Rifondazione comunista. I giovani cantano cori come "Tremonti non tagliare, la nostra cultura è da valorizzare" e tengono striscioni e scritte "Contro la scuola dei padroni" sostenendo che "la ricerca si fa, non si distrugge". Alcuni "chiedono l’elemosina" con il tipico cappellino universitario, altri hanno cartelli al collo con scritto ’adotta un precariò. In testa al corteo Alessio Gramolati, segretario toscano della Cgil. "Qui - ha detto - c’è un movimento trasversale unito da una sola idea: il pubblico è una risorsa. Al Paese servono mezzi e investimenti non una logica di risparmio come quella del Governo".

Le occupazioni romane Giornata iniziata presto oggi per molte scuole romane in mobilitazione al grido di "E ora provate a fermarci". Continua l’occupazione al liceo Majorana dove numerosi studenti hanno passato la notte. In molte scuole i ragazzi si sono riuniti in assemblea, come al Vittoria Colonna di Roma o davanti a tutte le scuole dei Castelli romani. Al Marco Polo di Monterotondo è cominciata l’autogestione a seguito del corteo cittadino di ieri e di un’assemblea studentesca territoriale che ha visto oltre 300 studenti della città riuniti ieri davanti al Comune fino all’una di notte e che ha lanciato un corteo cittadino per il 27 ottobre. Oggi intanto si svolgeranno assemblee al liceo Augusto, Orazio, Maro Polo di Roma e in molte altre scuole. "Ci faremo sentire in questi giorni - ha detto Stefano Vitale, coordinatore dell’Unione degli studenti di Roma - per ribadire il nostro no al decreto Gelmini, alle classi separate per gli studenti stranieri, all’abbassamento dell’obbligo scolastico e al taglio dei fondi. Bloccando oggi le nostre scuole vogliamo mostrare le reali intenzioni di questo governo: chiudere la scuola pubblica".

Oscurato il sito dell'Università di Palermo Come aveva annunciato ieri il rettore Giuseppe Silvestri durante la manifestazione degli studenti con 15 mila persone in piazza, il sito www.unipa.it dell’Università di Palermo è stato oscurato in sostegno della mobilitazione contro la legge 133. Nell’home page del sito Internet è stata inserita una mozione del Senato accademico. "Il Senato accademico - si legge - ribadisce la sua contrarietà nei confronti di ogni ipotesi di trasformazione dell’Università di Palermo in una Fondazione e ritiene necessario, per ristabilire una base di discussione serena e costruttiva, la revoca della legge 133 e la reale attivazione del tavolo interistituzionale annunciato dal ministro Gelmini, dal quale fare partire una consultazione ampia e partecipata". "Il senato accademico - prosegue il comunicato - prende atto dei documenti approvati dal Consiglio di amministrazione, dai consigli di facoltà e ne condivide le espressioni di grave preoccupazione". Il sito web rimarrà oscurato per l’intera giornata.

Cortei a Napoli Circa 5mila studenti, medi e universitari, hanno sfilato per le vie del centro di Napoli in una manifestazione contro il ministro Gelmini e i tagli al settore istruzione. Il corteo, non autorizzato dalla Questura, è partito da piazza del Gesù verso la sede napoletana di Confindustria, dove in un primo momento doveva tenersi una visita del premier Berlusconi oggi in città: al divieto della questura di proseguire oltre piazza del Plebiscito "per motivi di sicurezza" i manifestanti si sono diretti verso via Toledo. Poco prima del teatro San Carlo, gli studenti si sono diretti improvvisamente verso Via Toledo seminando il cordone di polizia al grido di "Noi la crisi non la paghiamo". I manifestanti hanno poi proseguito verso piazza del Gesù, ricongiungendosi con gli studenti del liceo Genovesi che occupano la scuola da stamattina.