Scuola, la rivolta contro il maestro unico

Manifestazioni in tutta Italia, ma aderiscono in pochi. A Roma è un’ex candidata di Sinistra Arcobaleno a mobilitare la piazz. A Genova i più agguerriti. La Gelmini: "Vergognoso strumentalizzare i bambini"

Roma - Maestre vestite a lutto a Firenze. Banchetti allestiti all’ingresso della scuola per vendere magliette con scritte antigovernative a Roma. Candele accese a simboleggiare il cimitero della conoscenza lungo gli scalini del ministero dell’Istruzione in viale Trastevere a Roma.

Nella maggioranza degli istituti che ieri hanno riaperto i battenti l’inizio delle lezioni si è svolto in modo regolare nel rispetto del diritto dei bambini a vivere il loro primo giorno di scuola con tranquillità e lontano dalle polemiche. Ad aderire alla protesta un numero limitato di docenti e di scuole che però si sono fatte notare come se fossero invece tantissime, anche convocando stampa e tv quasi fosse la prima di uno spettacolo.

Le insegnanti più integraliste nella città di Giotto dove in una scuola un gruppetto ha deciso di presentarsi in total black esibendo uno striscione con la scritta «no ai tagli, no al maestro unico».
A Roma invece la protesta è partita da un istituto primario del Casilino, l’Iqbal Masih, dove già ai tempi del precedente governo Berlusconi era stata accesa la miccia per innescare le manifestazioni contro la riforma dell’allora ministro, Letizia Moratti. Anche stavolta il dirigente scolastico, Simonetta Salacone, candidata con la Sinistra Arcobaleno alle ultime elezioni amministrative, ha promosso la protesta della piazza romana coinvolgendo insegnanti e famiglie. Dunque maestre rigorosamente con lutto al braccio, magliette già pronte con le scritte contro la Gelmini in vendita a 5 euro, convocazione di un’assemblea permanente e occupazione della scuola da parte di docenti, genitori e pure di bambini già a partire da ieri sera.

Ufficialmente i genitori dei bambini che frequentano la scuola sarebbero tutti d’accordo con la protesta organizzata dalla preside. Molti in realtà non la condividono come raccontano alcuni di loro nelle testimonianze riportate in questa pagina.

La messa in scena degli insegnanti a lutto e soprattutto il coinvolgimento dei bambini nelle proteste suscita l’indignazione del ministro Mariastella Gelmini.

«È vergognoso strumentalizzare i bambini per cavalcare proteste che sono solo politiche - sostiene il ministro -. Per tutti i bambini il primo giorno di scuola è una festa, un momento di gioia e allegria, non certo un’occasione per terrorizzarli».

Il piano programmatico per la scuola deve ancora essere presentato ai sindacati ed il ministro si è già detto più volte disponibile al confronto ed al dialogo ma l’ascia è stata già dissotterrata.
«Sembra non conoscere limite l’opera di disinformazione e allarmismo messa in piedi da chi difende lo status quo di una scuola che per come è strutturata oggi non può avere un futuro. - si rammarica la Gelmini -. La scuola non può essere utilizzata come un luogo di battaglie politiche».

Anche a Venezia una gruppo di genitori ha indossato una maglietta con la scritta «SOS la scuola crolla» per accompagnare i figli a scuola. Sotto accusa da parte del mondo della scuola soprattutto il ritorno al maestro unico.

L’Unione degli studenti che respinge il ritorno del voto in condotta ha scelto di manifestare sotto al ministero accendendo simboliche candele accanto ad altrettanti libri per significare la morte della conoscenza. Un ragazzo con tanto di orecchie d’asino poi si è messo in mutande per protestare contro la riduzione dei fondi destinati alla scuola pubblica.

Oggi si replica a Montecitorio dove studenti e insegnanti si sono dati appuntamento per una nuova manifestazione antiGelmini.
E mentre il Partito democratico plaude all’iniziativa luttuosa dei docenti dal centrodestra si sono levate voci molto critiche: il diritto alla contestazione ed al dissenso non viene messo in discussione ma si ritiene inaccettabile coinvolgere i bambini. Il portavoce di Forza Italia, Daniele Capezzone auspica che «Veltroni si dissoci al più presto dalle manifestazioni che non si sono fatte scrupolo di usare i bambini a scopo di propaganda».