Scuola, sforbiciata sulle cattedre Regione: «I tagli? Tutto da vedere» A settembre gli organici lombardi potrebbero perdere 5mila insegnanti Sindacati in allarme: «Disastro». Rossoni: «Aspettiamo i dati reali»

PREVISIONI Per la Cgil il tempo pieno si ridurrà in 150 classi. I dirigenti scolastici lo escludono

Arrivano i tagli al personale della scuola? Secondo le tabelle del ministero, alla Lombardia toccherebbero subito 3998 posti in meno nell’organico di diritto, ma è solo rinviato a settembre un altro taglio sull’organico di fatto. Per il prossimo anno scolastico insomma, mentre la popolazione scolastica prevede un aumento di 11500 alunni, ci potrebbero essere 5711 insegnanti in meno.
Una valutazione allarmistica delle ricadute di questa situazione viene da Corrado Barachetti, segretario regionale della Cgil scuola: «Un salasso pesantissimo – dice – Nonostante l’impegno recente dell’assessore regionale Franco Rossoni in difesa delle nostre risorse, alla Lombardia tocca quasi l’11 per cento dei tagli nazionali. Siamo ai primi posti per i ragli effettuati».
E le conseguenze? «Possiamo già dire che a queste condizioni- continua il sindacalista - sarà impossibile anche solo confermare il numero delle classi a tempo pieno alle elementari: seconde i nostri calcoli, anzi, ne avremo 150 in meno rispetto a quelle attuali. Ma sarà un disastro anche per gli altri livelli di scuola. Alla fine la scuola lombarda non avrà le risorse necessarie per garantire quella qualità del servizio che la contraddistingue». Queste valutazioni vengono fatte dopo la presentazione alle organizzazioni sindacali da parte del ministero.
Ma altri, come l’assessore Gianni Rossoni, non danno per scontato che questa sia la situazione: «I numeri diffusi dai sindacati – dice - non sono né ufficiali né definitivi. Si tratta di cifre estrapolate da bozze di lavoro che potrebbero subire variazioni. Per parlare di tagli con cognizione di causa dobbiamo attendere il decreto interministeriale di attribuzione degli organici e della relativa circolare. Documenti che a tutt’oggi mancano».
Secondo l’assessore, dunque, non tutto è perduto. «Lo sforzo del governo – continua Rossoni - va nella direzione di eliminare gli sprechi per far crescere la qualità del servizio scolastico. Continuo a credere che le esigenze delle famiglie lombarde saranno soddisfatte». Nei prossimi giorni in ogni modo i responsabili dell’ufficio scolastico regionale saranno convocati al ministero dove dovrebbero essere impartire indicazioni utili per gestire gli organici delle scuole per il prossimo anno. Un’occasione anche per far presente a Roma quali sono le aspettative della scuola di Milano e Lombardia.
Dal canto suo, inoltre, il dirigente scolastico provinciale Antonio Lupacchino che segue la vicenda in prima persona ha più volte espresso l’opinione che, almeno a Milano, il tempo pieno non correrà pericolo. Anche se non ha sciolto il nodo sulle compresenze, ossia una delle caratteristiche tipiche di questo tipo di servizio soprattutto per rispondere alle particolari difficoltà in cui si trovano le scuole che devono fronteggiare il problema dell’alfabetizzazione degli alunni neo iscritti che non conoscono l’italiano.