Scuola vietata al vescovo: «Offende gli islamici»

Fabrizio Boschi

da San Gimignano

Stop: il vescovo a scuola non può entrare perché offenderebbe gli alunni di religione non cattolica. È successo nel cuore della Toscana, a San Gimignano. La «città dalle mille torri» questa volta è balzata agli onori della cronaca per la decisione del consiglio di istituto della scuola del paese di non accettare l'arrivo di sua Eminenza. L'organo di gestione, del quale fanno parte i rappresentanti dei genitori degli alunni, insieme a tutte le altre componenti della scuola, ha infatti respinto all'unanimità la visita pastorale del vescovo, monsignor Antonio Buoncristiani, all'interno dell'«Istituto Comprensivo Folgore da San Gimignano», motivando il diniego con il fatto che tale presenza «non porterebbe rispetto alle minoranze religiose presenti fra gli studenti dell'istituto». Apriti cielo. La Val d’Elsa senese, già messa a dura prova per le polemiche contro la costruzione della moschea di Colle Val d'Elsa, ora si trova a fare i conti con un altro problema legato all'integrazione religiosa. La Curia non replica e si chiude nel silenzio. «Nessuna discriminazione - afferma il presidente del consiglio scolastico, Gabriele La Placa -. I membri del consiglio del quale, tengo a precisare, fanno parte anche italiani cattolici, in piena autonomia decisionale e facendo un ragionamento che non ha niente di discriminatorio né nei confronti del vescovo, né nei confronti di altre religioni, hanno deciso di non concedere lo spazio per accogliere questa visita pastorale. Voglio sottolineare che si trattava proprio di una visita pastorale e quindi di forte connotazione religiosa, e non un semplice incontro. Ben venga il vescovo per attività legate alla didattica. Stiamo vivendo una situazione politica e religiosa nazionale e internazionale molto delicata e la scuola non vive fuori dal mondo. Dovevamo fare una scelta: o tutti o nessuno. Non potevamo accettare quella visita e rifiutarne altre. Quindi abbiamo deciso che per attività religiose, così come per interventi di tipo politico, la scuola è indisponibile. Non c'è nessuna chiusura, anzi, ci impegneremo per una conferenza sulla religione alla quale invitare tutti i rappresentanti religiosi, compreso il vescovo Buoncristiani».
La scuola elementare di San Gimignano è frequentata da molti figli di extracomunitari di religione musulmana provenienti dai Paesi della ex Jugoslavia e dal Nord Africa. «Il consiglio ha ritenuto opportuno non accogliere il vescovo - prosegue La Placa -, per non urtare la sensibilità religiosa di questi bambini. Non ci è sembrato giusto imporre questa visita a chi ha altre fedi religiose delle quali ci sentiamo di riconoscere i pieni diritti». Stamattina il presidente del consiglio di istituto si incontrerà con la direttrice, Annamaria Cotoloni, «con la quale vorrò chiarire certi punti senza ostilità di alcun genere». La scuola di San Gimignano è frequentata da 550 studenti che comprendono bambini dalle materne alle medie, dei quali il 10% sono stranieri. «Ma non l'abbiamo fatto solo per loro - dichiara ancora La Placa -. Ci sono anche tanti italiani che professano altri credi come i “Testimoni di Geova” e ai quali non avrebbe fatto piacere la visita del vescovo. Pertanto abbiamo agito nel rispetto di tutte le confessioni religiose compresa quella cattolica in quanto è giusto dire che questa decisione è stata presa anche da genitori cattolici praticanti e da docenti. Nessuno ha espresso un disaccordo, nemmeno la preside. Non è stata una negazione della figura del vescovo, ma solamente una non disponibilità della scuola».
La visita di sua Eminenza faceva parte di una serie di incontri, nel periodo natalizio, lungo tutto il territorio senese ed era stata organizzata dal parroco di San Gimignano, don Walter, che aveva ritenuto giusto invitare il vescovo, nel quadro di un progetto multiculturale avviato dalla scuola che riguarda gli insegnanti di religione. Per monsignor Buoncristiani era stato programmato l'incontro con i bambini nell'orario di svolgimento dell'attività didattica, la visita delle aule, ma nessuna funzione di carattere religioso. Neppure questo passaggio soft però è piaciuto al consiglio scolastico che ha sprangato le porte alla massima carica ecclesiastica del territorio. Una scelta da cui prende le distanze anche il centro musulmano: «È una sciocchezza, non siamo d’accordo. Ci troviamo dinanzi a un malinteso senso di rispetto».