Per le scuole aeronautiche «decollo» a rischio

Il tema dell’incontro era «In volo verso il futuro», ma il timore è che proprio nel prossimo futuro gli specialisti italiani del volo non riescano più a decollare. Perplessità e richieste da parte di docenti e allievi degli istituti superiori ad indirizzo aeronautico sono emerse ieri nel convegno ospitato dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, sul riordino degli istituti tecnici. La proposta del governo prevede infatti che gli istituti tecnici aeronautici italiani, da sempre in grado di fornire eccellenze a livello europeo per quanto riguarda specialisti e piloti, perdano la loro identità per confluire nel generico settore denominato «Trasporti e logistica». «Questo comporterebbe - commentano gli studenti dell’Istituto aeronautico Maxwell - la perdita di materie di insegnamento per noi fondamentali quali “Navigazione aerea”, “Aerotecnica” e “Traffico aereo”, perché sostituiti da “Logistica” ed altre discipline non strettamente legate alla nostra specialità». La conseguenza? Demotivazione di validi cervelli o loro fuga verso altri istituti europei, con il declino del tricolore nella supremazia del volo. «Il rischio - sottolinea il direttore del Museo della Scienza Fiorenzo Galli - è che la politica, poco preparata alle competenze specifiche, voglia mettere tutto in un generico bacino privo di identità e prospettive. Oppure che le conceda ma, incapace di seguirle, le abbandoni al loro destino senza valorizzarle». Da parte sua, la politica risponde con l’intervento dell’onorevole Paola Frassinetti, vicepresidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera: «Consapevole di ciò che il comparto aeronautico rappresenta in termini di risorse e di occupazione - afferma il deputato - nell’ambito di riforma della “governance” mi impegnerò affinché venga difesa l’identità aeronautica garantendo il mantenimento della sua autonomia didattica e delle sue specificità. In tal caso, la eventuale attribuzione degli istituti aeronautici al settore “Trasporti e logistica” assumerebbe soltanto il carattere di una formale denominazione». Per il professor Pasquale Russo, del ministero della Pubblica Istruzione, «Date queste premesse e grazie all’autonomia didattica si può pensare ad una “curvatura” aeronautica nell’indirizzo Trasporti e logistica».