Scuole civiche, il Comune cambia le regole

La parole chiave è «rimettere ordine». Per dirla senza giri di parole, frenare uno spreco che va avanti da troppi anni. Le scuole civiche costano al Comune 16 milioni di euro l’anno, «fino a 70mila euro per avere un solo studente in una classe», ammette l’assessore alla Scuola Mariolina Moioli. Per i corsi che partono questo mese, nei nove istituti serali a giugno si erano iscritte solo 37 persone, per una media dunque di 12mila euro l’anno a studente a carico di Palazzo Marino. Nonostante le proteste dei sindacati e qualche professori pronto ad andare gratis in classe «per non far venire meno l’offerta formativa», la giunta due giorni fa ha approvato un’informativa con oggetto gli «indirizzi per il riordino delle civiche scuole paritarie e dei corsi di idoneità». Ma «nessuno rischia di restare senza scuola», replica Moioli.
Un servizio di eccellenza quello di Milano, che affianca all’offerta statale sei scuole civiche diurne (la primaria San Giusto con 171 iscritti, la media Manzoni con 161, l’istituto tecnico Manzoni con 281, la scuola media della Scala con 89 e il linguistico Manzoni con 1.093 e 50 classi) dove il numero degli studenti è tutto sommato soddisfacente. Nelle sette serali, dove si pagano circa 258 euro l’anno - quattro licei (classico, scientifico, linguistico e psicopedagogico) in piazza XXV Aprile, 2 istituti tecnici (ragionieri e geometri) in piazza Vetra e un professionale (per l’industria e l’artigianato) in via Rubattino - gli iscritti invece scarseggiano e hanno un costo elevato per il Comune. Il principio, spiega Moioli, «è quello della razionalizzazione, ad esempio eliminiamo i doppioni se due strutture, la nostra e quella dello Stato, offrono lo stesso servizio ma hanno entrambe un numero esiguo di iscritti». Seconda via: «Se abbiamo una paritaria sia diurna che serale, ma entrambe sono poco frequentati, accorpiamo gli studenti dando la precedenza alle esigenze dei lavoratori».
A chi protesta l’assessore replica che «stiamo applicando la legge», le ordinanze ministeriali impediscono di attivare sezioni intermedie con un numero inferiore a otto studenti. Per gli iscritti a classi che non sono state attivate - dodici in tutto, per 17 alunni interessati (sei non sono nemmeno residenti) - sono state «subito proposte alternative che molti hanno già accettato», assicura Moioli. Al liceo classico scientifico ad esempio, gli iscritti erano appena 11 per le prime tre classi, e saranno accolti all’istituto Giorgi. All’Itc erano iscritti in 4 alla prima e in 3 alla seconda (andranno al Bertarelli) mentre i 25 allievi ammessi sia alle terze che alle quarte sono stati accorpati in un’unica classe.
E dall’anno scolastico 2009-2010 il Comune introdurrà criteri di maggior rigore anche nella selezione degli accessi, ad esempio per il liceo Manzoni, e diritto di precedenza ai milanesi. Nessun docenti a tempo indeterminato è stato licenziato, mentre il riordino permette di ridurre il ricorso a prof a tempo determinato, con un risparmio di circa 700mila euro.