Scuole private, ma non per ricchi C’è l’esempio «Padre Assarotti»

«La contrapposizione ideologica dei laici va rispettata. Ma è anche giusto che si sappia che non è assolutamente vero, che le scuole paritarie di stampo cattolico sono riservate a famiglie con redditi medio alti, e che non sono frequentate da bambini stranieri e portatori di handicap». A chiarirlo è Argeo Viscardi presidente della Fondazione «Padre Assarotti» l'ente che gestisce le scuole paritarie dell'infanzia ed elementare «Padre Assarotti» in via San Bartolomeo degli Armeni, 1.
«La scuola paritaria accetta in pieno programmi, procedure e qualità delle scuole pubbliche, anche per quanto riguarda i titoli di studio del personale addetto all'insegnamento - aggiunge Viscardi -. Ne consegue che il titolo di studio conseguito presso di noi è al termine dei cinque anni, equivalente a quello conseguito in una struttura pubblica. Una scuola cattolica, come la nostra, mette insieme tradizione e innovazione. È chiaro che i valori cattolici sono la nostra forza, ma è anche vero che non disdegnamo il progresso, cercando di essere presenti sul piano educativo con aggiornati strumenti quali le lingue, l'informatica e lo sport. Sbagliato poi pensare che l'accesso sia riservato solo a coloro che professano la fede cattolica».
E infetti i numeri parlano chiaro. La fondazione che eredita la gloriosa e storica realtà genovese dell'Istituto Nazionale per i Sordomuti - fondato nel 1811 da un sacerdote genovese dell'ordine dei Padri Scolopi (ossia delle Scuole pie) - accoglie 160 ragazzi: 40 nelle due sezioni della scuola materna, e 120 distribuiti in sei classi elementari. E tra questi una ventina di bambini sono stranieri: indiani, cileni, ecuadoriani, russi, polacchi, albanesi e anche un bimbo cinese.
«Bambini che chiaramente professano religioni diverse da quella cattolica - precisa il presidente della Fondazione -. Accolti con amore e in grado di offrire loro un rapporto educativo, che vede protagonista il bambino, con i suoi doveri e diritti, attraverso una selezionata e attenta attività educativa che coinvolge insegnanti e singole famiglie. Purché, però, non venga contestata la nostra di posizione». L'ex convento - forte dei suoi 10mila metri quadrati divisi tra la chiesa interna di Nostra Signora della Misericordia, saloni, tre terrazzi, tre palestre, un ambulatorio medico, giardino, aula polifunzionale, sala audiovisivi e un campo di calcetto - continua così l'opera del suo fondatore accogliendo i bambini del quartiere e alunni affetti da handicap, grazie anche a specifici supporti interni che permettono di muoversi in libertà negli ampi locali.
«Sbagliato pensare che le scuole paritarie non accolgano ragazzi con disabilità. La nostra struttura ne è un esempio. Pur essendo molto antica e divisa in piani, è stata rinnovata e dotata di strutture adeguate per agevolare i bambini con problemi anche motori - continua Viscardi -. Credo sia giusto sapere inoltre, che le scuole cattoliche non sono così dilapidatrici. E che l'accesso sia garantito soltanto a bambini provenienti da famiglie benestanti. Abbiamo una gestione finanziaria necessariamente prudente. Noi ad esempio essendo una Onlus chiediamo un contributo abbordabile, che comprende l'insegnamento; il pasto (e merenda); tempo pieno; laboratori; assistenza e sorveglianza. E l'utilizzo delle strutture sportive. Se poi ci sono famiglie che non possono sostenere il carico economico, con discrezione, e nei limiti del possibile, vengono aiutate».
Ed è lo stesso presidente Viscardi ad anticipare la ristrutturazione - entro la fine dell'anno - dell'altra ala del convento, quella che affaccia su via Serra dove verrà costruita una vasca destinata ai bambini, ma anche attività di fitness, sauna, sala attrezzi e corsi aperti a giovani e adulti residenti in zona.