La scure dell’Antitrust sulle telefonate fantasma

da Milano

«Centinaia di denunce» hanno spinto l’Antitrust a ordinare a Telecom di sospendere il distacco della linea telefonica di utenti che non hanno pagato la bolletta perché si sono visti addebitare telefonate fantasma: chiamate satellitari che gli utenti sostengono di non aver mai fatto. Sono quelle bollette fatte di prefissi quali 008818, e numeri speciali come 199, 899, 178, che arrivano a costare 15 euro al minuto. Il taglio della linea mette in difficoltà soprattutto le piccole aziende.
L’Autorità guidata da Antonio Catricalà ha deciso di intervenire con urgenza - straordinaria la riunione di ieri - con una «misura cautelare» nell’ambito di una istruttoria avviata lo scorso febbraio nei confronti Telecom (che fattura le telefonate contestate per conto di altre società che forniscono il servizio), di Elsacom (società di Finmeccanica che, tra l’altro, offre i servizi di telefonia mobile satellitare Globalstar) e di altre sette società: Globalstar Europe, Csinfo, Eutelia, Karupa, 10993 srl, Teleunit e Voiceplus. Sotto accusa anche i cosiddetti dialers, i «compositori di numeri telefonici», una sorta di virus: programmi che si installano sui computer all’insaputa degli utenti, durante la navigazione internet. L’Antitrust spiega che alterano «i parametri della connessione a internet impostati sui pc, agendo sul numero del collegamento e sostituendolo con un numero a pagamento maggiorato su prefissi satellitari o speciali». Dalle prime ispezioni «sembra» anche emergere che «la società Elsacom in molti casi abbia chiesto a Telecom la fatturazione come satellitari di normali telefonate terrestri».
I distacchi di linea «sospesi» riguardano bollette di Telecom, non pagate perché contestate dagli utenti. L’Autorità si riserva «di adottare ulteriori misure».
Le denunce «continuano ad arrivare» e dalle segnalazioni l’Antitrust ha rilevato come possibile «profilo di scorrettezza la circostanza che Telecom, consapevole da tempo del fenomeno, non avrebbe fatto nulla per evitare il reiterarsi di tali condotte e, anzi, sostenendo la correttezza della fatturazione pretenderebbe l’immediato ed integrale pagamento delle somme», e questo «paventando agli utenti, il distacco della linea telefonica». Diversa la posizione di Elsacom e delle altre 7 società: l’Antitrust ha spiegato che «i comportamenti oggetto di contestazione» riguardano la «fornitura di servizi di comunicazione non richiesti».