La scure di Marrazzo colpisce anche i farmaci

Incongruenze per l’accesso alla riabilitazione

Si può riassumere con due parole il piano di rientro regionale: assistenza razionata. Così la giunta Marrazzo intende muoversi: durata delle degenze studiata a tavolino, controlli sui ricoveri «opportunistici», nuovi criteri per l’accesso alla riabilitazione, razionalizzazione della spesa farmaceutica ospedaliera, razionalizzazione dei percorsi diagnostici e della funzione ospedaliera nell’assistenza. Con lo scopo univoco di «ridurre l’accesso ai ricoveri del 10% da qui al 2009. Del 5% già quest’anno e del 7% dal prossimo». Mentre, per dare forza agli strumenti messi in cantiere per la concretizzazione del provvedimento la giunta di Piero Marrazzo avrà bisogno di una cascata di disposizioni attuative da licenziare a partire dalla fine di marzo. Uno dei fiori all’occhiello sarà proprio quello di «estendere i controlli centralizzati dell’attività ospedaliera allo scopo di contrastare i ricoveri opportunistici» ma, un aiuto cospicuo al razionamento lo darà pure l’utilizzo della tessera sanitaria a banda magnetica da parte del paziente che si reca dal medico di base. In questo caso non è mera retorica parlare di controlli mirati perché vale la pena ricordare che tramite il chip attivato sulla card il «controllore» ossia la Regione, sarà in grado di calmierare il numero delle prescrizioni utilizzate, la specialistica e la diagnostica oltre che monitorare i protocolli sanitari adottati dal medico. Proseguendo nella disamina delle disposizioni attuative da licenziare, nel documento, si accenna alla necessità di rivedere l’accordo sulle prestazioni per la riabilitazione motoria anche se qualche misura è stata già presa.
«La soppressione di molte cure fisioterapiche - chiosa il vicepresidente della commissione Sanità Stefano De Lillo (Fi) - oltre al fatto che alla strategica “prevenzione” viene dedicata solo una noterella alla fine del plico». Piuttosto si rimarca la necessità di incrementare i servizi di riabilitazione extra ospedaliera in regime ambulatoriale. Una nota di merito certo, ma sarebbe necessario mantenere gli standard attuali pensando che la maggioranza della popolazione sta invecchiando: un anziano che deve seguire un ciclo di riabilitazione motoria certo non può raggiungere l’ambulatorio con il bus o l’auto. Eppure questa storia dell’ospedalizzazione proprio non va giù ai redattori del piano di rientro regionale visto che, senza remore, dedicano più di qualche pagina agli obiettivi complessivi che si dovrebbero raggiungere: quelli ottimali per ricondurre il numero dei posti letto agli standard nazionali. «La riduzione ideale contemplerebbe il taglio di 4.679 posti letto per acuti - come si legge nel testo - di cui 2.406 nel 2007, 1.231 nel 2008 e 876 nel 2009. Quanto ai posti letto per riabilitazione e lungodegenza il taglio sarebbe di 738 unità». Misure sorprendenti anche per la razionalizzazione della farmaceutica ospedaliera. Sarebbe il caso che l'assessore alla Sanità ne spiegasse i contenuti visto che, a naso, viene da supporre che in ospedale le terapie le debbano fornire col contagocce.