La scusa di Biaggi: «Colpa della moto»

da Sepang

Alla vigilia, Max Biaggi aveva tolto qualsiasi speranza anche al suo tifoso più accanito. «Per Rossi – aveva detto – vincere a Sepang il mondiale sarà come sparare sulla croce rossa. La mia Honda non va, non riesco a entrare e a uscire di curva con la dovuta velocità, su questo tracciato non sono mai stato in difficoltà come in questa occasione». In effetti, il dodicesimo tempo in prova, oltre naturalmente a un distacco abissale in termine di punti, non lasciava spazio alle illusioni.
E, infatti, in gara Max non si è mai visto. «Fin dal primo giorno – analizza il suo opaco sesto posto – qui ho avuto gli stessi problemi di Jerez. E, infatti, i risultati sono gli stessi».
A chi gli fa notare che davanti a lui, però, ci sono le Honda di Hayden e Melandri (quest’ultimo oltretutto menomato pesantemente al piede destro), sollevando quindi il dubbio che il problema potrebbe essere il pilota, Biaggi risponde seccato.
«Non posso essere io quello bollito, se lo chiedi evidentemente non hai capito nulla».
Ora, va bene che Biaggi è pur sempre secondo nel mondiale, ma è anche vero che in sole quattro occasioni, su 13 gare disputate, il romano è stato il migliore dei piloti Honda al traguardo. Qualche problema, quindi, anche Max lo deve avere.
Il romano la pensa diversamente. «Rossi è stato bravo, ha disputato una buona stagione, ma ha vinto contro di me, con tutti i problemi che ho avuto. Non si può certo puntare al titolo quando si hanno questi guai alla moto. E parlo di qualcosa di elettronica, non di ciclistica. La Honda deve cambiare politica e indirizzare meglio lo sviluppo, altrimenti Rossi e la Yamaha vinceranno anche nel 2006». Insomma, il solito Biaggi.