Con la scusa del gusto tolgono gusto alla storia

D icono che il gusto sia il buon senso del genio. Lo pensava un francese che ora diventerebbe pazzo se pensasse che nella città di Maria Luigia hanno deciso di abbattere due chiese dello sport per costruire degli spazi che vadano bene ai controllori del gusto. Povera Parma che era convinta di avere ragioni che la ragione non conosce. Era la nostra isola prima che Nevio Scala portasse una squadra ducale ad essere importante nel calcio, pensavi a quel fiume e ci vedevi qualcosa che sembrava speciale.
Giocavi a rugby e l'erba del Lanfranchi sembrava un cuscino di piume ad ogni placcaggio. Giocavi a baseball e sentivi il tac della pallina contro la mazza in un angolo di paradiso, costruito proprio per celebrare il campionato europeo che Bruno Beneck aveva voluto per santificare il suo pontificato.
Parma era un mondo a parte, battute non ancora in salto, schiacciate per rubare a Modena la gloria della pallavolo mentre cresceva Paolino Montali.
Adesso ci dicono che quelle cattedrali, non parliamo più di squadre, devono essere abbattute e ti fai aiutare dal Pellico quando ti sussurra che il vivere arrabbiato piace tanto perché sembra una forma di eroismo. Certo adesso ci avete dato il mostro da odiare ed è una gioia trovarlo, anche se viene avanti la paura perché ti rendi conto che non vincerai. Possibile che per il gusto si decida di sacrificare quello che è diventato storia? Toglieteci tutto, ma non le nostre piccole cattedrali. Quello era davvero un granducato per lo sport che si ribellava al mondo calciocentrico, dove persino il rude Scala amava le mille facce sportive di una città che ammirava il ricco disposto a dare qualcosa al più povero. Rubarci un campo di rugby, adesso che la palla ovale sta conquistando la gente, in una contrada con due squadre di serie A; toglierci il diamante del baseball, anche se da tempo non trovi più un giocatore come Castelli, sembra crudeltà. Eppure lo faranno se la gente non andrà in piazza.
Armiamoci e partiamo tutti insieme, bello che la città diventi capitale del gusto, brutto che lo possa fare togliendoci il gusto della sfida che quei campi hanno sempre rappresentato per chi dormiva in un sacco a pelo sotto la Pilotta aspettando la partita.