Scusate, ma cosa dovevamo fare?

Siamo andati a Torino per perdere e abbiamo perso. Abbiamo fatto finta di provarci, abbiamo anche fatto un gol per ingannare gli ispettori, poi ci siamo lasciati travolgere da un Torino più motivato. Applausi. Interviste di rito e poi domani il primo pirla che si sveglia, dice che ce la siamo venduta e che per le leggi del calcio siamo noi a dover provare la nostra innocenza. Siccome è impossibile che Milito non faccia almeno due gol a una squadra inguardabile come il Toro, siccome magari Cairo e Preziosi due sere fa si sono sentiti sul telefonino per salutarsi, siccome siamo usciti dagli spogliatoi con sospette borse belle piene... le prove ci sono. E noi ci ritroviamo retrocessi d’ufficio in C con tre punti di penalizzazione dal momento che non siamo né la Juve, né il Milan, né la Fiorentina, né la Lazio.
Eh no, avreste voluto che finisse così, vero? Caso strano gli ispettori li hanno mandati subito a Torino. Caso strano nessuno si insospettisce per le salvezze conquistate dalle Reggine di turno a San Siro. Certo, mi sarebbe anche dispiaciuto un po’, anzi un po’ tanto per i gemelli granata. Sappiamo cosa si prova. Ma poi quei fischi, quei cori, quelle facce basse con cui i nostri giocatori sono stati costretti a lasciare il campo mi hanno fatto tornare in mente certi premi a vincere per il Venezia. Cinque anni fa. Qualcun altro ricorda? Sì, a vincere contro di noi. E in C finimmo noi. No, oggi sono strafelice.