"Scusate le delusioni" E si tagliano la gola

Roma fidanzati decidono di morire insieme a
25 anni. Li hanno trovati l’uno accanto all’altra, sul letto
matrimoniale. Dopo aver aiutato la ragazza a suicidarsi il ragazzo si è colpito con
un rasoio. Ma è sopravvissuto

Tiziana Paolucci
Stefano Vladovich

Roma - Un sogno d’amore infranto con due rasoi e un coltello, proprio a pochi metri da un’abitazione dove un’altra coppia coronava il progetto di vita insieme con il matrimonio. Due giovani fidanzati romani sono stati trovati ieri con la gola squarciata, sdraiati uno accanto all’altro, nel letto matrimoniale di una villetta in via dell’Acqua Paola 6, nel residenziale quartiere Trionfale, a Roma. Loredana Benincasa, 25 anni, originaria di Foggia, aveva anche le vene dei polsi tagliate ed era morta. Il suo ragazzo, Nicolò Di Stefano, 24 anni, invece, è arrivato in condizioni disperate al policlinico Gemelli, dove i medici tentano di salvarlo.

La dinamica e il movente della tragedia ancora non sono chiare. Gli agenti della squadra mobile, coordinati dal vicequestore aggiunto Francesca Monaldi, hanno pochi elementi sui quali lavorare. Il giallo ruota attorno a un biglietto di tre righe, lasciato sul comò della camera da letto e indirizzato ai genitori: «Speriamo di non avervi deluso. Siamo stanchi, perdonateci. Lasciateci insieme, addio. Loredana e Nicolò».

La tragedia si è consumata ieri mattina al primo piano della villetta rosa confetto, dove i giovani convivevano da qualche tempo. Una coppia apparentemente senza problemi, nessuna frequentazione particolare, mai un battibecco. Esperto di energia alternativa lui, una laurea breve in Economia alla Lumsa lei. Due fidanzati affiatati, tanto che Loredana alla fine degli studi aveva deciso di non tornare a Foggia per restare con Nicolò.

A scoprire i due giovani, in un lago di sangue, è stato il padre del ragazzo, titolare di un’agenzia immobiliare, che vive nell’appartamento al piano superiore con la moglie. Erano da poco passate le 13 quando ha aperto la porta della casa del figlio e si è trovato di fronte una scena agghiacciante. Loredana non respirava più, uccisa dalle profonde ferite inferte con un’arma da taglio. Il giovane, invece, che inizialmente sembrava morto, ha mosso per un attimo il pollice sinistro. Il gesto ha destato subito l’attenzione dei presenti, che hanno chiamato l’ambulanza che lo ha portato al vicino ospedale Gemelli, dove è stato operato e trasferito in rianimazione.
Gli uomini della scientifica, giunti sul posto insieme al medico legale e al magistrato, hanno trovato vicino al letto due rasoi da barbiere e un coltello a serramanico, sporchi di sangue. Si tratterebbe delle armi con le quali Nicolò avrebbe «aiutato» la compagna a suicidarsi e poi avrebbe tentato di togliersi la vita. Probabilmente i due, fidanzati da due anni, avevano deciso di mettere fine alla loro esistenza e prende sempre più piede l’ipotesi di un «omicidio-suicidio» o di un «suicidio assistito». Il biglietto, infatti, da un primo esame sarebbe stato scritto da entrambi.

«È un dramma familiare ma stiamo ancora ricostruendo quello che è successo - ha spiegato la funzionaria della Mobile Francesca Monaldi -. Il messaggio scritto dai due fidanzati denota problemi che forse ci sono stati. Ma non conosciamo la famiglia, non conosciamo i ragazzi coinvolti e dobbiamo ricostruire quello che è accaduto». Nel pomeriggio gli investigatori hanno ascoltato i genitori di Nicolò per ricostruire i possibili motivi del folle gesto. Nel frattempo al vaglio della polizia ci sono le ultime telefonate effettuate e ricevute dai cellulari dei due, da quelli dei familiari e degli amici.

Poco dopo le 18 il corpo di Loredana è stato portato via da un furgone della mortuaria, che è passato sopra una scritta fatta da Nicolò sull’asfalto per la sua fidanzata: «Sei il primo pensiero che al mattino mi sveglia».

Un messaggio che ora appare beffardo e crudele come il destino, che ieri ha voluto che mentre al civico 6 si consumava il dramma familiare, pochi cancelli più in là una futura sposa sarebbe dovuta uscire con l’auto e sfilare davanti al cancello transennato dalla scientifica, per raggiungere in chiesa il suo futuro marito. Ma la polizia ha deviato il percorso.