Scuse dei Ds alla vedova Aniasi Ma si apre lo scontro coi socialisti

Mirabelli: «La sezione sarà intitolata al “partigiano Iso”. Il no degli iscritti? Grave episodio»

Sabrina Cottone

«Spesso mi capita ancora di chiamarla sezione Togliatti...» confessa candido il compagno Mauro. Il luogo dell’amarcord è la sezione ds di corso Garibaldi pronta (nonostante il no votato da molti iscritti) a essere intitolata a Aldo Aniasi. L’ex sindaco socialista negli ultimi anni della sua vita si è iscritto al Pds e alla sezione Togliatti, appunto quella che oggi si chiama ancora Milanocentro e che qualche settimana fa il direttivo del partito ha deciso di intitolare a lui, il partigiano Iso. Nell’agosto scorso, per i funerali dell’eroe della resistenza è arrivato a Milano anche il segretario dei Ds, Piero Fassino, mentre i dirigenti locali facevano il picchetto d’onore alla bara. Eppure la base non ha gradito l’idea di onorarne il nome e con un voto a sorpresa ha detto no alla sezione Aniasi.
La decisione finale sarà presa il 20 dicembre dall’assemblea degli iscritti e il segretario della sezione, Stefano Bazzini, assicura che il sì del direttivo diventerà definitivo. Una certezza condivisa da Franco Mirabelli, segretario provinciale della Quercia, che si è visto costretto a chiedere scusa alla moglie di Aniasi con una lettera accorata e dai toni pesantissimi in cui parla di «grave episodio», «scelta di pochi di tentare di impedire l’intitolazione», «giudizi inaccettabili e dichiarazioni strumentali». Tra i diessini, da Emanuele Fiano a Luciano Pizzetti, è tutto un fiorire di elogi al compagno offeso.
Ma l’oltraggio al nome di Aniasi resta, così come il sospetto che le aperture dei Ds verso i socialisti siano solo parole, buone intenzioni della ragione politica non metabolizzate dalla pancia dei militanti. E lo Sdi si prepara a battere sul tempo i parenti serpenti: domani la sezione di via Demonte (zona Niguarda, Isola e Bicocca) sarà intitolata a Aniasi. Non senza polemiche. «La maggioranza dei Ds non solo è ancora ostile ai socialisti, ma è persino ostile ai socialisti che si erano iscritti al loro partito, come Aniasi» commenta il senatore Roberto Biscardini, aggiungendo che Aniasi aveva intenzione di lasciare i Ds. «Dichiarazioni ignobili» replica il segretario cittadino dei Ds, Pierfrancesco Majorino. Insomma, è guerra aperta tra ex comunisti e socialisti.
Fabrizio Cicchitto, vice coordinatore nazionale di Forza Italia, ex socialista, sottolinea la lontananza tra i due mondi: «È la dimostrazione della permanente lontananza fra chi è stato iscritto al Pci e chi è stato socialista». Non solo, «si fanno delle grandi illusioni quei socialisti che tuttora sperano di dar vita ad una aggregazione riformista e socialdemocratica iscrivendosi o alleandosi con i Ds». Molto critico anche l’ex sindaco socialista Paolo Pillitteri, che sceglie l’arma dell’ironia: «La novità è che prima i comunisti riabilitavano ex post, adesso condannano ex post». E parla di «micidiale bacterium craxianum», il batterio di Bettino Craxi che secondo i Ds avrebbe «contaminato il dna del compagno Iso».