Le scuse dei rom: «Era un gioco»

I tre piccoli nomadi sono stati affidati a un centro di accoglienza Denunciati i loro genitori

Centocelle, il giorno dopo. La vicenda dei quattro ragazzi ustionati con l’acido da tre bambini nomadi nei pressi di una fontanella in largo Gerardo Maiella ha lasciato il segno. In senso positivo. Dopo ore di trattative e di colloqui sia con i familiari delle vittime che con i parenti e i rappresentanti del campo in via Casilina 900, i carabinieri sono riusciti a stemperare le tensioni e abbassare il rischio di vendette o spedizioni punitive da parte dei residenti del quartiere.
Ieri i tre bimbi di 8-9 anni, che abitano nel campo con i loro genitori, hanno scritto una lettera di scuse indirizzata ai quattro giovani rimasti ustionati dall’acido caustico spruzzato contro di loro con bottiglie di plastica. «Quello che per noi bambini era un solo gioco innocente - hanno spiegato Adamet, Elvis e Tarzo, questi i nomi dei tre zingarelli - si è trasformato invece in un fatto sgradevole. Siamo contenti che, alla fine, tutto è andato bene, ma siamo molto dispiaciuti per tutto quello che è successo e così vogliamo scusarci con tutti e soprattutto con quelli a cui abbiamo fatto del male. Speriamo che possano tornare subito in buona salute e a giocare a pallone». La lettera è stata consegnata ieri dai tre bambini, che attualmente si trovano nel campo rom in compagnia dei nonni, al presidente del VII municipio Stefano Tozzi e all’assessore ai servizi sociali del municipio Gianpiero Cioffredi, perché venga poi consegnata ai familiari dei feriti. Un’altra lettera di scuse è stata scritta dal portavoce della comunità rom dell’accampamento, Najo, che ha sottolineato «il grande dispiacere per un episodio terribile che ha messo in difficoltà tutto il campo». Ai carabinieri, intervenuti subito in largo Maiella nel tardo pomeriggio di giovedì scorso, i tre bambini nomadi hanno detto di non essersi accorti che dentro le bottiglie ci fosse l’acido. Intanto ieri è stato dimesso anche il quarto ragazzo ferito, che ha 16 anni, trattenuto in osservazione per un’ustione di secondo grado vicino a un occhio. Gli altri tre giovani, di 16, 12 e 8 anni, erano stati invece medicati subito dopo il loro ferimento ed erano tornati a casa con dieci giorni di prognosi ciascuno. I genitori dei tre zingarelli, bloccati subito dopo il fatto dai familiari delle vittime e poi consegnati ai carabinieri, sono stati denunciati con l’accusa di abbandono di minore. I nomadi sono stati invece affidati ad una struttura di accoglienza del Comune e poi «misteriosamente» ricomparsi nell’accampamento. Secondo gli investigatori, nonostante la loro giovanissima età, tutti e tre erano già conosciuti per piccoli furti commessi nella zona.