Le scuse di Palombo: «La salvezza unico obiettivo»

«Sono molto arrabbiato per come abbiamo interpretato la partita, non abbiamo giocato come si sarebbe dovuto giocare un derby, perlomeno fino al goal». È un Mimmo Di Carlo furioso e scuro in volto quello che commenta la sconfitta della Samp nella stracittadina con il Genoa, che vale, tra le altre cose, il sorpasso in classifica dei rossoblù sui blucerchiati.
La vittoria maturata domenica contro il Bologna (con tre gol confezionati nel giro di un quarto d'ora) sembra lontana secoli, e l'atmosfera che si respira attorno alla squadra blucerchiata nel post derby è quella tesa che ha caratterizzato gli ultimi tempi. Al triplice fischio di Morganti sono partiti gli ormai «soliti» insulti (perlomeno nel post Cassano-Pazzini) al presidente Garrone da parte di qualche tifoso della Tribuna inferiore e anche da qualche tifoso posizionato sulla balaustra della parte superiore che non ha perso l'occasione per dimostrare il proprio disappunto anche con gli sputi, uno dei quali è finito sul vice presidente Fabrizio Parodi. Composta e silenziosa la reazione del numero uno sampdoriano, decisamente meno quella del vice colpito dallo sputo che ha ripreso i contestatori urlando «Delinquenti, delinquenti!».
Garrone a fine gara, abbandonata la sua postazione in Tribuna d'onore, è sceso negli spogliatoi per confrontarsi con la squadra, manifestando la «rabbia per la sconfitta», come ha riportato nella Zona Mista il tecnico Di Carlo. Tornando all'analisi della gara dell'allenatore blucerchiato, gli aspetti salvati da questa sconfitta sono veramente pochi. «Nel primo tempo abbiamo creato due palle goal con Guberti mentre nella ripresa abbiamo avuto una buona reazione dopo lo svantaggio - ha riconosciuto il tecnico ex Chievo -. Il derby però andava interpretato in un'altra maniera, dovevamo giocare e soprattutto iniziare in un altro modo». Come ogni sconfitta maturata dai blucerchiati dopo la vendita dei gemelli del goal, il riferimento alla mancanza di qualità in avanti è stato scontato. «Cassano e Pazzini ormai appartengono al passato, ora abbiamo altri attaccanti e le mie preoccupazioni vanno alla continuità che non riusciamo a trovare - ha spiegato Di Carlo -. Mi dà fastidio non riuscire a lavorare con continuità con gli attaccanti che ho a disposizione e mi riferisco, come ultimo caso, a Biabiany rimasto fermo ai box questa mattina». Dopo la vittoria di domenica Di Carlo aveva avvisato che «con questi tre punti non si risolvono tutti i nostri problemi», però era comunque lecito aspettarsi qualcosa di più dal derby. «Dopo la vittoria con il Bologna mi aspettavo una prova importante e invece tutto il primo tempo e il secondo, fino al goal, la Samp non ha giocato da Samp», ha sottolineato il Di Carlo furioso. Qual è la ricetta del tecnico blucerchiato per uscire da questo momentaccio? «Per prima cosa domani devo parlare con i ragazzi, poi bisogna guardare avanti, abbiamo ancora tredici gare, compreso il derby di ritorno, da giocare fino alla fine. Abbiamo il dovere di reagire e guardare davanti a noi a partire dall'impegnativa trasferta di Firenze».
Se sul volto di Di Carlo si è potuta leggere chiaramente la rabbia, l'espressione di Palombo in zona mista è stata tutto programma, con le lacrime trattenute a stento e una rassegnazione inusuale per un leader combattivo come lui. «Chiedo scusa a tutti i tifosi e la gente sampdoriana, è difficile parlare stasera anche per me che sto qui da tanto e sento ancora di più le voci in città - ha dichiarato il capitano blucerchiato -. Ci dispiace tantissimo e non possiamo che chiedere scusa a tutti, ora dobbiamo solo abbassare la testa e sperare che questa stagione finisca presto". A questo punto della stagione, con l'esclusione da tutte le coppe e un campionato che non può più dire niente, quali possono essere gli obiettivi della Samp? «Abbiamo ancora due obiettivi, la salvezza e il derby di ritorno poi ce ne andiamo tutti in vacanza che ci farà bene e pensiamo a ripartire alla grande la prossima stagione». Domenica una convincente vittoria con il Bologna e stasera (ieri, ndr) una brutta sconfitta nel derby, cos'è successo alla squadra in soli tre giorni? «Domenica abbiamo mostrato una buona trance agonistica che oggi ci è mancata fino allo svantaggio, quando oramai era troppo tardi per recuperare - ha spiegato Palombo -. La gente non ci chiede tunnel o numeri da circo, solamente quella cattiveria che abbiamo mostrato tre giorni fa e non oggi (ieri, ndr). Non riesco a spiegarmi come non sia riuscita ad uscire, sono veramente avvilito e non posso far altro che chiedere scusa ai tifosi».
Da vero capitano Palombo non si limita a riconoscere i problemi della squadra ma cerca di individuare anche le soluzioni per uscire da questo momento particolarmente difficile per la squadra. «Nel derby qualcuno può aver sentito troppo la pressione, ma non può e non deve essere una scusa. Secondo me come gioco arriviamo bene fino agli ultimi trenta metri, poi lì non abbiamo giocatori con qualità eccelse per trovare la giocata di classe. Dovremo quindi imparare a fare le cose più semplici, giocando più di collettivo piuttosto che affidandoci alle individualità».