Le scuse tedesche: «Siamo stati noi»

«Ma era un’operazione di routine, troppe cose ancora da chiarire». Aperta un’indagine

Salvo Mazzolini

da Berlino

Questa volta la colpa è dei tedeschi e in particolare di E.On, uno dei principali gruppi energetici della Germania. E.On fornisce la quasi totalità dell'energia elettrica al land della Bassa Sassonia dove si trova Papenburg, la località dove ha avuto origine il black out che poi si è esteso a macchia di leopardo a gran parte del Paese, alla Francia, al Belgio, all'Italia fino a coinvolgere la Spagna.
Papenburg è bagnata dal fiume Ems che si immette nel mare del Nord ed è un passaggio obbligato delle navi in transito tra la rete di fiumi e canali tedeschi e i porti del nord Europa. Sabato sera, intorno alle ventidue, doveva transitare la nave da crociera norvegese Norwegian Pearl, lunga 234 metri, e per ragioni di sicurezza i tecnici di E.On hanno chiuso una linea ad alta tensione che ha automaticamente provocato un sovraccarico nelle linee collegate degli altri gruppi erogatori di energia.
È a questo punto che scatta il black out. Alle 22 e 10 due linee ad alta tensione di 400mila volt del principale gruppo energetico tedesco, Rwe, in seguito al sovraccarico, fanno scattare automaticamente il sistema di protezione che riduce di colpo l'erogazione per evitare rischi di collasso lungo la rete che rifornisce gran parte dei Paesi del centro e nord Europa. Ad aggravare la situazione si è poi aggiunto il fatto che sabato sera in Germania faceva particolarmente freddo e l'aumento del bisogno di elettricità ha contribuito a mandare in tilt centrali e linee di trasmissione.
Subito è partito il palleggio di responsabilità. E.On dice che la chiusura di una linea di tensione per motivi di sicurezza era un'operazione di routine e pianificata, quindi, si deduce, segnalata ai gruppi collegati. Rwe sostiene che il deficit di energia provocato da E.On è solo una delle cause che hanno innescato il sistema di protezione e ha aperto un'inchiesta.
Ma sotto accusa sono un po' tutte le aziende elettriche colpevoli, secondo il ministro dell'Ambiente Sigmar Gabriel di non investire abbastanza nell'ammodernamento degli impianti. Ciò che è certo è che per trenta minuti quasi metà della Germania è rimasta senza elettricità. I länder più colpiti sono stati quelli occidentali ma le difficoltà si sono sentite anche a Berlino e nel Brandeburgo. Oltre cento treni sono rimasti bloccati lungo il percorso con disagio dei viaggiatori che oltre il ritardo hanno dovuto subire il freddo.