Lo Sdi pronto a lanciare Pannella alla conquista di Palazzo Marino

«Marco Pannella sarebbe un buon candidato a sindaco di Milano». La proposta arriva da Nando Vertemati, segretario provinciale dello Sdi. Il partito della Rosa nel pugno (ovvero socialisti e radicali uniti) incontrerà venerdì prossimo Bruno Ferrante, candidato alle primarie dell’Unione. Ma nella base dei tre partiti, Sdi, Radicali e Nuovo Psi, che si preparano a fondersi sotto un unico simbolo, il desiderio di spendere un nome proprio è fortissimo. «Pannella sarebbe un modo di proporre alla città un sindaco vero e non solo un candidato alle primarie», commenta Vertemati.
Nelle settimane scorse era circolata l’ipotesi che fosse Emma Bonino un possibile candidato alle primarie milanesi. «Lei è molto impegnata a livello internazionale», spiega Vertemati. Ma il progetto è comunque quello di presentare un candidato forte, che abbia visibilità nazionale. È evidente che la decisione verrà presa a livello romano, ma la stragrande maggioranza della base resta convinta che sia indispensabile correre con una personalità propria, per rafforzare l’identità. «A Ferrante chiederemo quale progetto ha in mente per Milano. Solo dopo questo incontro saremo in grado di aprire un confronto al nostro interno e di decidere se proporre un nome e un programma autonomo per la città», recita la nota ufficiale delle segreterie provinciali di Sdi, radicali e Nuovo Psi.
Molto attendista anche la posizione di Alessandro Litta Modignani, esponente di punta dei pannelliani milanesi: «Ferrante è persona degna di stima ma fino all’altro ieri faceva il prefetto di Milano e nessuno di noi è in grado di capire quale sia la sua posizione politica». Inoltre Litta Modignani ricorda la ferita aperta di radicali e socialisti: «Siamo rimasti colpiti molto negativamente dalla vicenda Veronesi. In ogni caso guardiamo al futuro».
Nel domani c’è l’aspettativa di un candidato proprio. Bobo Craxi lo ha già ripetuto per conto del Nuovo Psi (o almeno di quella parte che che guarda a sinistra): «C'è una forte mobilitazione unitaria nel corpo politico del partito, un orizzonte e una prospettiva chiara, condivisa dalla grandissima maggioranza dei socialisti in Lombardia». E si è espresso in favore di «una partecipazione alle primarie per il comune di Milano, attraverso una candidatura di orientamento riformista, laico e radicale».