Sdoganati i «compagni di merende»

D’ora in poi i politici italiani avranno, casomai ce ne fosse bisogno, un’altra arma a disposizione per attaccare gli avversari. Potranno citare la celebre espressione coniata dall’imputato Mario Vanni in tribunale al processo per gli omicidi del mostro di Firenze: «compagni di merende». È stata nientemeno che la Cassazione a sdoganare il termine che, «pur essendo pesante», può rientrare nel «legittimo diritto di critica» se indirizzata all’avversario politico che trama attraverso «attività illecite». Con questa motivazione la Consulta ha assolto dall’accusa di diffamazione a mezzo stampa l’ex presidente della Provincia di Ragusa, Giovanni Mauro, che in una conferenza stampa dell’ottobre ’98 aveva definito, dopo un’ingiusta detenzione per corruzione, i suoi accusatori, due politici locali, proprio come «compagni di merende».