"Sdraiato sarai tu..." E' rissa tra direttori Tg Minzolini-Berlinguer

Il Tg1 reagisce agli attacchi sul Cavaliere e manda in onda una vecchia
intervista del Tg3 a Romano Prodi. È lite. Garimberti: "Basta fuoco amico"

Roma Il copione è quello scontato e ripetitivo, recitato quasi quotidianamente contro Augusto Minzolini. La scintilla è l’intervista a Silvio Berlusconi, andata in onda due sere fa sul Tg1 durante l’edizione delle 20. Un colloquio bollato immediatamente come esempio di informazione sdraiata e servile verso il premier e accompagnato dalla consueta razione di insulti e accuse indirizzati al direttore della testata giornalistica della rete ammiraglia.

Questa volta, però, il Tg1 decide di replicare, proponendo, nell’edizione delle 13 e 30, uno spezzone di una vecchia intervista realizzata nel 2007 a Romano Prodi da Pierluca Terzulli, vicedirettore del Tg3 e presidente della Stampa Parlamentare. «L’intervista del Tg1 al premier ha fatto rumore - commenta il giornalista Mario Prignano nel servizio -, eppure non è certo la prima volta di un capo di governo in un Tg della Rai». A quel punto viene lanciata la domanda del vicedirettore del Tg3: «Si può dire che volete passare dalla fase dei sacrifici a quella dell’abbassamento delle tasse?». Di seguito la risposta di Prodi: «Sì, mi sembra una sintesi giusta». «Ovviamente - prosegue il giornalista - quella volta nessuno si sognò di contestare alcunché, questa volta invece non solo contestazioni ma anche falsificazioni, come quella che ha operato il Fatto Quotidiano che sul suo sito riportava l’intervista con il taglio di due domande su tre, solo per dimostrare che si trattava di un monologo del premier. Come direbbe Travaglio, che del Fatto è vicedirettore, la notizia è stata abolita per non disturbare l’opinione».

La controstoccata del Tg1 non passa certo inosservata. Da lì a poco si aprono, infatti, le cataratte delle critiche. Il Tg3 non gradisce e per bocca del direttore, Bianca Berlinguer, parla di «grave scorrettezza» e di «una battuta estrapolata» «nel tentativo di dimostrare che “siamo tutti uguali”, cioè incapaci di fare i giornalisti, di porre domande vere ai membri dell’esecutivo». La segreteria del Tg1, dal canto suo, replica spiegando che non c’era l’intenzione di fare «killeraggio mediatico» ma soltanto la volontà di mostrare un «esempio delle decine di volte in cui un Tg Rai ha intervistato il capo del governo».

La politica, come di consueto, si esercita nel tiro al bersaglio o nelle difese d’ufficio. Fin quando nel tardo pomeriggio arriva la presa di posizione del presidente della Rai, Paolo Garimberti. «Trovo inaccettabile il “fuoco amico”. Parafrasando un testo sacro: sarebbe opportuno pensare di più alla trave che è nel proprio occhio». Ma in serata è lo stesso Minzolini a dire la sua, spiegando che l’obiettivo non era certo screditare un collega stimato come Terzulli, quanto piuttosto accendere i riflettori sulla consueta cappa di ipocrisia a senso unico che accompagna l’informazione del servizio pubblico.

«Non abbiamo attaccato il Tg3 ma solo citato un’intervista dell’ottimo collega Terzulli a Prodi. Non vedo lo scandalo. Semmai lo scandalo è che per il Tg1, da mesi sottoposto ad attacchi concentrici fuori e dentro l’azienda (non solo Parla con me, ma anche Annozero e altre trasmissioni della stessa area culturale) il presidente della Rai non abbia mai speso una parola».