Se anche la moda va in vacanza Ecco gli orrori del look da solleone

Altro che cinema. Nonostante il caldo torrido l’estate milanese continua a regalarci visioni «da brivido». No, non parliamo degli ultimi horror in sala. Parliamo di moda, o meglio, di «stile». Parola che i milanesi, complice il caldo estivo, sembrano aver rimosso dal vocabolario (e dallo specchio). Maniglie-dell’amore strabordanti dal jeans, extensions multicolor con unghie pendant fino al gettonatissimo look da spiaggia: canotta&shorts per la donna, canotta&bermuda per l’uomo. Due o tre giri in tram e voilà, ecco la classifica degli «orrori cittadini», quelli da pelle d’oca, che farebbero tremare anche le guglie del Duomo. L’autrice della raccapricciante lista è Cinzia Felicetti, docente di Stile all’università Bocconi e responsabile del sito web della rivista di moda Elle.
Avanti e indietro tra casa e redazione, di oltraggi al buon gusto ne vede di continuo: in metrò, al bar, in coda al supermercato. Ed eccoli qui i dieci orrori dell’agosto 2008, elencati uno per uno sul suo blog Mode&Modi in versione double-face: uomo-donna. E chi meglio di lei poteva commentarli?
Partiamo dai maschietti. In vetta alla classifica, la t-shirt effetto profilattico: «Fa risaltare il bicipite sgusciante e - triste corollario - l’ascella pezzata» commenta il guru della moda. Medaglia d’argento all’occhiale da sole in versione cerchietto (aggravante: il capello sottostante intriso di gel) e in terza posizione, brillante al lobo modello Maradona, «o peggio ancora, i cerchietti in oro giallo, marchio di fabbrica del perfetto tronista». Si aggiungono alla lista la ceretta totale sul corpo (o «look da bruco») come pure il suo contrario, lo zibellino su spalle e schiena. Fino al famoso «bermudone», ultima trovata per non soffrire il caldo. «Sarà pure fresco ma mai riuscirei a firmare un contratto davanti a una gamba pelosa». E non pensiate che alle donne le cose vadano meglio. In pole position la pinza fermacapelli «che fa tanto casalinga disperata» seguita dai «fantasmini» che sbucano dalle ballerine e dal reggiseno con spalline trasparenti (al primo lavaggio diventano giallastre). «E che dire dell’occhiale da sole effetto-schermo 16:9 con colata lavica di brillantini?».
Ne ha una per tutti Cinzia Felicetti. Ma oggi l’immagine quanto conta? «Abbastanza. È stato calcolato che il tempo per “radiografare” una persona è pari a sette secondi. E questo vale in qualsiasi ambito, da quello erotico a quello professionale». E come far colpo in così poco tempo? «Per esempio, con un abitino al ginocchio anni Sessanta, stile Jackie Kennedy, e un paio di comode espadrillas. Nell’uomo invece è fondamentale la scarpa. L’ideale è la classica Oxford nera: stringata, lineare e senza suole in gomma. Un impatto «cannato» non è la fine del mondo, ma ai miei allievi consiglio sempre il motto del cinema: «Buona la prima!».