Se la banca diventa «fai da te»

Banche, addio. C’è infatti chi preferisce il fai-da-te. Nella comunità filippina di Milano, per fare un esempio, è in vigore un sistema di autofinanziamento che permette a chi vi aderisce di accedere a fondi freschi senza incappare nei canali finanziari tradizionali. E, quel che più conta, a costo zero.
Si chiama «Paluagan» e si tratta di un accordo privato stipulato tra otto - dieci persone al massimo che, ogni mese, versano in una cassa comune una quota mensile prestabilita: di solito tra i cento e i duecento euro.La cifra raccolta viene in seguito devoluta a turno a un membro del gruppo che è libero di utilizzarla come meglio ritiene opportuno. Il grado di affidabilità dei singoli, garantiscono i diretti interessati, è fuori discussione.
Il punto è: riusciranno gli istituti di credito nazionali e non a scalfire simili pratiche? Sono anni ormai che insegne grandi e piccole si arrabattano per studiare formule in grado di conquistare il target emergente per eccellenza: gli immigrati, appunto. Arruolando persino personale straniero. Ma, a quanto pare, tutto ciò non basta.