Se il benessere comincia dai piedi

Il benessere del piede influenza la qualità della nostra vita. Si rischia l’immobilità e l’autosufficienza quando viene a mancare un appoggio morbido stabile e quando crescono i dolori. Anche l'impossibilità a svolgere piacevoli camminate può essere una grande limitazione. La chirurgia del piede, indipendentemente dall'età e dai giustificati timori, è una grande opportunità. Ne parliamo con John Petri , primario di ortopedia in Svizzera, al San Giovanni, l'ospedale regionale di Bellinzona. Dal 1993 al '94, Petri è stato primario ortopedico in Francia e dal '94 al 2007 nel Regno Unito (www.johnpetri.com).
«La chirurgia mini-invasiva, attraverso tecniche che integrano quelle convenzionali, si presta alla cura di patologie di dolore e deformità del piede. Invece delle incisioni classiche si introducono in aperture di solo qualche millimetro, bisturi, raspe e frese motorizzate per eseguire correzioni sulle ossa e sulle parti molli in modo meno aggressivo. Queste tecniche chirurgiche, insieme a nuove metodiche anestetiche permettono operazioni quasi indolori con degenze di un giorno o due oppure in day-hospital».
Alcune patologie del piede, oltre che dalla familiarità e da una certa predisposizione, sono spesso accentuate dalla scarsa considerazione che abbiamo per le nostre estremità. L'utilizzo di scarpe a punta e tacchi alti non agevola il benessere.
«Se la deformità è già cominciata, e soprattutto se dei familiari hanno già un alluce valgo conclamato, è probabile che peggiorerà col tempo, ma non si possono fare previsioni precise. Certamente esiste una predisposizione genetica.Le dita a martello impediscono una corretta deambulazione. L'alluce valgo consiste in un'inclinazione del primo verso le altre dita del piede. L'aggettivo valgo significa deviato all'infuori. Allo stesso tempo il primo osso metatarsale, che si trova dietro l'alluce, devia in dentro. Si crea quindi una deformità che accorcia e allarga il piede con una sporgenza ossea interna che viene familiarmente chiamata cipolla».
La conseguenza principale è la difficoltà ad accomodare i piedi nelle scarpe.
«Sono numerose le non corrette informazioni relative alle patologie del piede. Molti credono che i plantari - precisa il dottor Petri - siano utili a limitare o curare la deformità. É falso. Solo un'operazione può correggerla. I plantari possono avere una funzione quando coesiste una metatarsalgia, dolore e callosità sotto l'avampiede.Spesso però non hanno alcun effetto o rendono la scarpa più stretta. Si crede poi che la recidiva sia molto frequente o addirittura inevitabile, mentre è una complicazione possibile, ma non frequente. Nella maggioranza dei casi non si manifesta. Molti ritengono che l'operazione e la convalescenza siano dolorose. É falso. Le tecniche chirurgiche e anestetiche rendono il dolore associato a quest'operazione minimo e trascurabile. La maggior parte dei pazienti è stupita dall'assenza di dolore. Alcuni pensano che la convalescenza sia molto lunga e che si debbano sempre usare stampelle. In realtà, nella maggior parte dei casi non si usano affatto e si può caricare il piede operato. É necessario un bendaggio per sei settimane. Il ritorno al lavoro per attività sedentarie può avvenire dopo due o tre settimane, ma per lavori più fisici dopo 6-12 settimane.
La chirurgia mini invasiva del piede, grazie alla minore aggressività ed al rispetto dei tessuti, si sta lentamente diffondendo in Europa e soprattutto in Paesi come Spagna, Francia e Italia dove è già particolarmente sviluppata. Questi interventi non rappresentano soluzioni standardizzate. Sono stati descritti più di cento interventi per l'alluce valgo e molti sono varianti di una stessa tecnica. Il chirurgo deve adattare la metodica al singolo paziente».
L’ortopedico può scegliere tra varie soluzioni in modo personalizzato: una metodica aperta, mini aperta o mini invasiva. É un abito fatto su misura.