Se in biblioteca non sanno cos’è un giornale di partito

(...) ci siano tutti i quotidiani tranne quello di via Negri. Il Giornale, allo stesso modo di Repubblica sul fronte opposto, è un giornale di orientamento politico, nulla di più. Niente contributi statali, per noi, a differenza de l’Unità della Concita, o del Foglio di Ferrara che fanno riferimento rispettivamente ai Ds e alla Convenzione per la Giustizia, per non parlare di Liberazione o del Secolo d’Italia.
Ma, si sa, la battaglia per la democrazia non finisce mai. Ne è convinto Giuseppe Mina che con la collega Barbara Lazzari, coordinatrice della Lista Biasotti ad Arenzano ha deciso di non finirla qui. Così ieri, quando ha visto come stavano andando le cose, ha pensato di mettere il consiglio spalle al muro con un ordine del giorno che sarà discusso nella prossima seduta. «Si tratta di una grave mancanza sentita da molti cittadini - spiega Mina che alle passate elezioni amministrative era candidato sindaco per il centrodestra -, la richiesta di considerazione e di rispetto da parte della minoranza alla maggioranza non è un’esclusiva di Veltroni a Roma. Contrariamente a quanto affermato dal sindaco in consiglio comunale il Giornale non si può definire un giornale di partito altrimenti, se è vero ciò, la stessa definizione, nello stesso contenuto e d accezione intesa dal sindaco andrebbe estesa anche ad altri giornali a cui la nostra bliblioteca è già abbonata».
Insomma, la questione non è chiusa, tutt’altro. Anche perché ricorda Mina «ci sono almeno 2.333 elettori di centrodestra che si vedono negata la possibilità di leggere nella biblioteca comunale un giornale che non attacchi sempre e a prescindere il governo Berlusconi e il suo operato».