Se la biblioteca di rari testi militari scatena una vera guerra

Tutti a dire che la cultura deve circolare. Che le collezioni private devono essere aperte al pubblico, rese disponibili alla collettività. Ma che succede quando qualcuno si decide a fare il beau geste? Una risposta ci arriva da quello che è capitato alla collezione di libri di Virgilio Ilari. Ilari è uno dei maggiori esperti italiani di storia militare. Il suo pedigree in materia è impressionante: dal 1989 al 2010 è stato professore di Storia delle istituzioni militari all’Università Cattolica di Milano, ha collaborato con l’Ufficio storico dello Stato Maggiore dell’Esercito, con l’Istituto Affari internazionali, nonché con il Centro militare di studi strategici (CeMiSS) e con il Centro alti studi Difesa (CASD). Nel corso della sua carriera ha accumulato più di 20mila volumi. Molti dei quali rari, in alcuni casi ormai introvabili. Eppure questi testi sono, da oltre cinque anni, chiusi dentro degli scatoloni. Inaccessibili, perfino al loro collezionista. E tutto per le buone intenzioni di Ilari.
La vicenda inizia nel giugno 2006 quando Ilari dona per atto pubblico la propria collezione al comune di Varallo. La prima sezione della biblioteca viene inaugurata nel 2008. Ma subito salta fuori la magagna: il comune non dispone degli spazi necessari. I soldi per un nuova struttura non ci sono e allora l’amministrazione si rivolge al ministero per i Beni culturali. Ma dal Mibac non arriva risposta, e alla fine la biblioteca finisce smembrata: 4mila volumi nella biblioteca civica, 3mila inscatolati in un magazzino, il resto a Roma.
Insomma un disastro, anche per i libri esposti: troppo specialistici per i normali utenti di una biblioteca civica, troppo fuori mano per attirare studiosi. Così Ilari ha cercato soluzioni più sensate. Nel maggio del 2010 si è profilata la disponibilità della biblioteca di Storia moderna e contemporanea di Roma. Informato da Ilari, il sindaco di Varallo, Buonanno, però si è trincerato dietro un ostinato silenzio. Risultato: prendendo a pretesto quanto previsto dalla donazione e contestando l’inadempienza rispetto all’obbligo di mettere la collezione a disposizione del pubblico, il 10 giugno lo studioso invia una diffida al comune e al ministero. E la questione è andata a intasare anche l’agenda del Parlamento, con un’interrogazione del senatore Pd Roberto Della Seta, che ha chiesto a Galan di trovare una soluzione. Intanto il sindaco Buonanno si è dichiarato ottimista: «Ho parlato col ministro e mi darà 130mila euro». Una via d’uscita che tuttavia lascia scettico Ilari: «Si tratta di una soluzione già scartata 2 anni e mezzo fa». A decidere quale strada percorrere sarà una seduta del consiglio comunale di Varallo. Speriamo bene.