«Se c’è violenza sospendo il derby»

Marcello Di Dio

da Roma

«Il derby è come una finale all’interno del campionato, meriterebbe un trofeo a parte». La frase di Luciano Spalletti, tecnico della Roma, è la più fedele spiegazione di cosa sia la stracittadina della Capitale. Partita nella quale si torna a respirare aria d’Europa (giallorossi in zona Champions dopo la striscia vincente di dieci partite, biancocelesti di nuovo in corsa per la Coppa Uefa con il colpaccio di Firenze), nonostante le casse delle due società non siano ricche come una volta. Gli organici di Lazio e Roma hanno più «operai» che giocatori di classe, ma hanno mostrato un bel calcio e ottimi risultati. La Roma potrebbe addirittura superare il record (già eguagliato) di vittorie consecutive cancellando una parte di storia - vedi il Bologna scudettato di Bernardini - del football nostrano. E ieri a Trigoria cinquemila tifosi hanno dato la carica alla squadra con la maglietta «combattete per noi e il capitano». Tanto per ricordare che Francesco Totti, che ieri ha salutato fan e compagni con un giro di campo durante l’allenamento, sarà il grande assente di stasera.
Il derby, per una volta, è stato anche all’insegna del fair-play: unica nota stonata, Paolo Di Canio. Che giunto al suo ultimo derby della carriera ha deciso di accendere la sfida (ed è stato l’unico in un clima di fair-play generale) con dichiarazioni velenose sull’arbitro Trefoloni. Prima, e sarebbe stato meglio fermarsi lì, aveva fatto gli auguri a Totti, che seguirà l’incontro a bordo campo per sostenere i compagni. «Quelle di Paolo sono state dichiarazioni da tifoso - dice il presidente della Lazio Lotito - io non mi fascio la testa prima di essermela rotta».
Inutile alzare i toni. «I miei giocatori sono stati sportivi e professionali anche di fronte a episodi evidenti», la risposta di Spalletti che sottolinea come «c’è già molta tensione da noi, se avessi potuto, avrei lasciato a casa i giocatori invece di portarli in ritiro. Basta guardarne alcuni, specie quelli romani. Scommetto che De Rossi non dorme da giorni...».
E in una sfida sempre ad alto rischio per l’ordine pubblico, dopo l’avvertimento del questore, arriva quello del ministro dell’Interno Pisanu. «In caso di simboli e scritte razziste o inneggianti alla violenza, la partita sarà sospesa». Lo spettacolo del derby, che sarà visto in 130 Paesi, non merita scenografie così misere.