Se è il campionato più pulito mandiamo in soffitta le moviole

P uò darsi Inter. Può darsi Roma. Mi piace l’Udinese per la testa del suo allenatore. C’è il Milan. Ma la verità è un’altra. Questo campionato sarà il più bello, il più pulito, il più trasparente della storia calcistica mondiale. Me lo stanno spiegando da alcuni mesi, così viene illustrato da giornali, radio e televisioni, ne discutono i siti internet. Cacciati i mercanti dal tempio ecco che finalmente il pallone può andare via nel vento e sui ciuffi d’erba senza che qualcuno faccia il furbo. De Amicis Edmondo non avrebbe goduto della stessa stampa di Rossi Guido, il suo libro Cuore è un librettino in confronto alle nuove regole scritte e che riguardano anche gli arbitri, una volta cornuti e venduti, oggi finalmente restituiti alla loro dignità e incorruttibilità. Non vedo dunque alcuna ragione per la quale debbano sopravvivere moviole e movioloni, dibattiti su questo o quello. Saranno partite alla luce del sole, belle, giocate, intense, veraci, mai ambigue, con l’inciucio, il sospetto, la telefonata pre o durante.
Fatta la premessa che è cardinale, nel senso che attorno ad essa ruoterà l’intera stagione, si può dire anche che non vincerà il migliore ma quello che ce la farà a vincere, che è una cosa ben diversa. Magari l’Atalanta, magari il Catania o il Torino, le neopromosse, perchè sarà data finalmente loro la possibilità di arrivare alla meta, senza ostacoli. Così che Rossi, Agnolin e tutti i nuovi uomini del nuovo calcio potranno essere orgogliosi di un calcio che avanza. Per la cronaca l’Italia è campione del mondo e la Francia non ha fatto ricorso al Tar. Buon campionato a quasi tutti.