Se il campionato è riservato solo ai robot

La Liguria, e nello specifico il golfo della Spezia, in questi giorni ospitano uno strano campionato estivo per università. Non si tratta di una gara di nuoto o comunque una prova prettamente sportiva, gli «atleti» in gara sono robot e la competizione vede la sfida dei vari team di studenti che li hanno costruiti.
Si chiama Sauc-E, un acronimo che tradotto dall’inglese vuol dire: sfida europea studentesca per veicoli autonomi sottomarini (Student autonomous underwater vehicle challenger europe). Si tratta di una vera e propria gara tra le giovani promesse dell’ingegneria che devono progettare e costruire un veicolo subacqueo autonomo (Auv) capace di svolgere missioni realistiche. Insomma un robot che possa operare sul fondo del mare in autonomia, senza cavi o collegamenti che lo comandino da terra.
Questa competizione, di origine americana, è stata importata in Europa nel 2006. La prima edizione si è tenuta in Inghilterra. Si è poi spostata di anno in anno fino a giungere alla Spezia nel 2010 dove il Nurc (cioè il principale e segretissimo centro di ricerca del settore sottomarino della Nato) si è impegnato a ospitarla per tre anni consecutivi (2010, 2011 e 2012).
L’obiettivo di una simile sfida è quello di incoraggiare gli studenti a sviluppare nuove tecnologie subacquee e le relative applicazioni. Promuovendo l’innovazione tecnologica si creano così giovani ingegneri e scienziati che hanno già le porte aperte per una carriera nel settore. Si parla di un settore in forte sviluppo, l’automazione sottomarina vuol dire prodotti che non sono solo appannaggio delle attività militari o dell’antiterrorismo, ma anche per la ricerca pura, la tutela di aree marine protette, la gestione di aree di transito commerciale, il monitoraggio di impianti subacquei ed ogni altra applicazione sottomarina in cui oggi l’intervento dell’uomo ha dei limiti insormontabili.
Quest’anno sono più di cento i giovani che da tutta Europa stanno partecipando alla gara, ci sono anche quattro italiani nei gruppi misti, ma alla fase finale non si è classificato nessun team universitario italiano. In questi giorni alla Spezia in gara ci sono gruppi che arrivano da università del Regno Unito, della Francia e della Germania che sfideranno i titolati spagnoli dell’università di Girona.
Per la Liguria si tratta di una vetrina importante, anche nel contesto del distretto delle tecnologie marine che ha sede proprio nel golfo spezzino, oltre ad un’occasione per cercare di creare nuovi programmi di sviluppo industriale.