Se il candidato fa il pienone

Dici centrodestra e tutti scappano. O meglio, magari si avvicinano, ma a patto che non si sappia in giro. Una costante, spesso. Soprattutto a Genova. Ma queste elezioni sembrano voler sovvertire anche questo luogo comune. Meritro anche di due candidati, alla Provincia e al Comune, di cui è difficile vergognarsi. Capita infatti che una consueta cena tra amici, alla quale vengono invitati Renata Oliveri ed Enrico Musso, si trasformi in un grosso problema per il ristoratore: «Dove troviamo il posto per settanta persone? Avevano prenotato per venti. Aspetta no, mi dicono che saranno anche più di ottanta». Colpa del tam tam che gira quando gli amici del Circolo Bocciofila, Burraco e Bridge di via Gobetti del presidente Noli, decidono di mandare un invito ai due candidati e di trovare la loro disponibilità a partecipare alla periodica cena del circolo.
L’idea è di Giuseppe Murolo, consigliere uscente e ricandidato in Comune per An, e di Ferruccio Barnaba, già consigliere provinciale di Forza Italia. E così l’aggiungi un posto a tavola diventa un rito che si ripete ogni pochi minuti. «La cosa che ci ha sorpreso favorevolmente - sottolinea Murolo - è che sono intervenuti molti rappresentanti della cosiddetta società civile, imprenditori e persone impegnate nel sociale». Così spuntano Pier Luigi Castelli della Lega nazionale per il cane, L’avvocato Marco Biso della Casa del Consumatore, Anna Massone dell’associazione Voglio Vivere, i rappresentanti del comitato di via Liri e del Centro Levante, la dottoressa Maria Rosaria Murmura dell’associazione culturale Opera Prima. Ci sono molti politici e candidati, ma quelli farebbero meno notizia, c’è il senatore Di Benedetto, ancora pungente con la sua ironia: «Qui a Genova puntano sul turismo archeologico: da tutto il mondo presto verranno a vedere gli ultimi paleocomunisti non ancora evoluti, una razza ormai estinta ovunque».
E la sorpresa della serata è anche una Renata Oliveri che, certa di non avere rivali sul piano amministrativo, si dimostra ottima politica, toccando le corde dei valori del centrodestra e quindi anche i cuori di molti presenti. Enrico Musso non ha certo problemi a reggere la platea, ma quando inizia a parlare dei problemi del Comune, si sofferma sugli sprechi che ci sono e che basterebbe eliminare per rimettere a posto i conti e abbassare le tasse, diventa travolgente. Doveva essere una cena tra amici. Potrebbe essere il segnale della svolta.