Se Cannes lancia il guanto della sfida

Demaria: «Sono laica, nessun conflitto. Semplicemente una sana competizione»

Antonio Risolo

Cannes Si riparte. Con il privilegio dell'overture, Cannes inaugura oggi la nuova stagione dei saloni nautici, festeggia i suoi primi 40 anni e allo stesso tempo lancia il guanto della sfida all'eterno rivale: il Nautico di Genova che seguirà a ruota.

Una sfida, però, che anno dopo anno vede consolidarsi l'indiscussa supremazia della nostra Repubblica Marinara. Per spazi a terra e in acqua, per numero di espositori e visitatori.

Per crescere, infatti, i francesi vorrebbero ampliare l'offerta merceologica al segmento dei fuoribordo, e soprattutto della vela, ma sia Vieux Port, sia il Pierre Canto, sono al limite della capienza.

«A Cannes - dice Carla Demaria, presidente di Ucina Confindustria Nautica - noi italiani ci siamo sempre andati e sempre ci andremo. Più che di sfida, io parlerei di sana competizione. Che, tuttavia, ci vede in netto vantaggio grazie alla capacità ricettiva del Nautico di Genova, quest'anno già sold out fin dall'apertura delle iscrizioni. Innanzitutto c'è una grande differenza: dalla nostra abbiamo un'offerta più vasta dal punto di vista del prodotto e degli spazi che ci consentono di organizzare, al di là della vetrina di prodotti, una vera e propria festa del mare con tutte le attività sportive e acquatiche collegate. Cannes sta cercando di portare la vela da un'altra parte, ma questo sarebbe un ulteriore problema, perché smembrare il salone non è il massimo. Al contrario, quest'anno a Genova noi abbiamo potuto aggiungere altri pontili mobili vicino alle banchine delle darsene. Con il grande orgoglio di rappresentare tutti i settori, perché la mission di Ucina è proprio questa: rappresentare, difendere e promuovere tutta la filiera. In ogni caso mi considero molto laica: partecipiamo tutti, compresa la mia azienda (Monte Carlo Yachts, ndr) allo Yacnting Festival di Cannes. Come partecipiamo al Monaco Yacht Show che organizza una rassegna non in concorrenza, né con Cannes, né con Genova».

Intanto il mercato manda segnali netti di ripresa, già iniziata nel 2016: «Il fatto che tutti gli espositori della scorsa edizione abbiano fatto richiesta di avere maggiori spazi, sia in acqua sia a terra, significa che il salone li ha fatti lavorare - aggiunge Demaria - E poi c'è il ritorno dei grandi marchi nonostante un contesto di conflittualità chevogliamo risolvere. Per non parlare dei nuovi brand che vengono a Genova per la prima volta».

Un tale... Norberto Ferretti diceva: «A Cannes si fanno i giochi, a Genova si firmano i contratti». È ancora una regola?

«Ho un enorme rispetto per Norberto Ferretti - conclude - ha scritto una pagina importante della nautica mondiale. In parte ha ragione, ma forse questo valeva per gli anni del boom. In realtà i contratti si firmano anche a Cannes. È possibile che un armatore veda uno yacht a Cannes e poi si conceda una breve pausa di riflessione... Ecco quindi che tutto si può concretizzare a Genova. Il Ferretti-pensiero forse era più realistico qualche anno fa, quando il mercato non aveva ancora conosciuto la crisi che ha colpito la nautica in particolare».