«Se la Cdl resta unita nel Lazio stravince»

Non sono nemmeno le 18 di ieri, i lentissimi scrutini sono ancora in corso, ma chi fa funzionare il naso ha già capito l’aria che tira. Il voto delle amministrative anche nel Lazio ha mandato un segnale chiaro alle amministrazioni del centrosinistra. «È troppo presto per esprimere giudizi definitivi - dice a metà pomeriggio Francesco Giro, coordinatore regionale di Forza Italia - su un voto che comunque appare molto positivo per Forza Italia e la Casa delle libertà nel Lazio». Un giudizio che semmai le ore successive dimostreranno peccare per prudenza. L’analisi di Giro è fondata su dati lacunosi, ma assai chiara: «A Latina - dice - il nostro candidato sindaco Zaccheo si conferma oltre il 50 per cento, nonostante la defezione dell’ex consigliere regionale di An Fabio Cirilli, che si è candidato con la lista civica ottenendo circa il 20 per cento. A Frosinone la sinistra governa da 9 anni e per ora ottiene un risibile 51,9 per cento contro il 36 del nostro candidato che però rischia, purtroppo, di pagare l’effetto negativo di una candidatura terzopolista di un esponente della Democrazia Cristiana, Mastrangeli, che ottiene circa il 10 per cento dei voti, a dimostrazione che la Casa delle libertà nel Lazio se resta unita stravince; a Rieti, secondo i dati in nostro possesso, dai seggi dovremmo vincere al primo turno. A Civitavecchia, infine, il nostro candidato Moscherini vince con quasi il 60 per cento dei voti ed è un successo straordinario in una città fondamentale della provincia di Roma e della regione, sede di una centrale elettrica e di un porto commerciale e turistico tra i più grandi d’Europa».
E proprio Moscherini, raggiante, in serata, analizzerà così il suo successo: «Avevo detto prima dell’inizio della campagna elettorale che volevo stravincere ma qualcuno dei politici mi ha accusato di essere arrogante. E invece abbiamo stravinto sul serio mettendo insieme le migliori persone di centrodestra e centrosinistra intenzionate a mettere da parte le ideologie politiche almeno per una stagione». «A Civitavecchia c’è una maggioranza silenziosa che ha a cuore il lavoro e lo sviluppo della città e che ha dimostrato di essere più responsabile e giudiziosa degli amministratori della Regione e degli enti locali», dice il capogruppo dei Socialisti riformisti alla Regione Lazio Donato Robilotta. E il candidato del centrosinistra sconfitta Nicola Porro recrimina sul fatto che «il candidato a sindaco dell’Unione è stato messo in condizioni di correre con 4 mesi di ritardo rispetto al suo avversario politico». Più sereno Vincenzo Zaccheo, sindaco riconfermato di Latina, la cui vittoria non è mai stata in discussione: «Da domani mattina continueremo la nostra attività con i nostri programmi», taglia corto, dopo aver ricordato «una campagna elettorale mai così piena di tensione».
A sinistra l’unica tattica è quella di negare l’evidente successo del centrosinistra. «La spallata evocata con presunzione dalla destra, nel Lazio, non c’è stata», la sorprendente dichiarazione del presidente della Margherita del Lazio Francesco Scalia. Il quale si dimostra specializzato nel vedere il bicchiere mezzo pieno sottolineando «la straordinaria vittoria al primo turno del centrosinistra e del nostro Michele Marini a Frosinone che ci permetterà di continuare a portare avanti una politica di sviluppo nel nostro territorio». Vede i numeri che vuole anche Nicola Zingaretti, segretario regionale ds: «Dai dati a nostra disposizione appare certa ormai un’avanzata del centrosinistra nel Lazio che è riuscito a strappare alla Casa delle libertà almeno 5 importanti comuni: tre nella provincia di Roma (Bracciano, Manziana, Nerola) e due in quella di Latina (Cori e Sezze)». Contenti loro...